«Un colpo fortissimo, poi altri spari»
Parlano i testimoni dell'agguato di questa mattina: «Erano a volto scoperto e molto concitati»
«Ho sentito il primo colpo, fortissimo, ho pensato fossero pannelli di legno caduti. Poi ho sentito altri colpi, ho capito si trattava di spari, mi sono affacciato alla finestra e ho visto». Quello che il ragazzo ha visto è che due uomini a volto scoperto, giovani, tshirt e calzoni alle ginocchia, entravano nel furgone portavalori.
«Una scena concitata, sembrava si stessero spingendo l’uno con l’altro. Ho avuto l’impressione che abbiano immobilizzato l’autista e poi sono partiti sgommando con il furgone»
Lui, il testimone, era all’interno degli uffici del municipio che guardano l’ampia e assolata corte a cui si accede dall’androne con la sbarra (foto); qui è dove è scattata l’imboscata dei rapinatori, probabilmente nascosti nella penombra di qualche accesso laterale. Da qui occorrono una sessantina di passi per accedere, svoltando a destra, all’ufficio postale.
Finestre aperte per il gran caldo, lui si affaccia non visto e vede la scena dall’alto. Nelle orecchie il primo colpo, o la prima scarica, un rumore assordante per il rimbombo.
Quando il furgone si muove, sente altri spari, probabilmente quelli che hanno ferito lievemente uno degli agenti.
Poi, dopo qualche attimo vede il furgone risalire via Alla stazione, un budello, largo non più di quattro metri.
Probabilmente l’autista è stato costretto a muovere il furgone fino al parcheggio qualche decina di metri più sotto. Li deve essere avvenuto il cambio d’auto e il prelievo della refurtiva, a quel punto l’autista del furgone portavalori è risalito a vedere che fosse successo ai colleghi.
«Nessuna paura – confida adesso lo "spettatore"della sparatoria – ho avuto l’impressione che non si muovessero in maniera organizzata, anche tutti quegli spari nel muro, mah!»
Proprio di fronte all’ingresso del comune, una pallottola si è conficcata nello stipite di una finestra a livello della strada. Il vetro è andato in frantumi.
Dal balcone si affaccia la proprietaria. «Stavo lavorando in cucina – racconta – ho sentito i colpi, mi sono affacciata e li ho visti. Erano in tre che sparavano». Anche lei conferma: a volto scoperto. Nessuno è in grado di fornire indicazioni su quale lingua parlassero i rapitori e anche sull’età ci sono testimonianze non univoche.
L’episodio non ha scalfito la routine dell’ufficio postale: un’ora dopo l’agguato, una lunga fila di persone in attesa del proprio turno allo sportello: «Non abbiamo sentito nulla – racconta il responsabile – da noi le guardie erano già passate a consegnarci i soldi, non abbiamo neanche sentito gli spari».
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