Nuova frontiera? «Prima rivediamo la viabilità di confine»
Confine – Dopo la riunione avvenuta in Regione, il sindaco di Cadegliano Umberto Favella spinge alla realizzazione della "variante di valico"
La realizzazione della nuova frontiera lungo la sp 61, in località Madonnone, a Cadegliano Viconago si farà, ma prima sarà necessario rivedere le opere viabilistiche che gli automobilisti svizzeri incontreranno dopo aver varcato la soglia del nostro paese. «E meno male – afferma il sindaco di Cadegliano Viconago Umberto Favella (foto) dopo aver appreso dell’incontro di ieri tra Regione e Canton Ticino dove si è parlato anche della nuova frontiera. Da tempo mi sto battendo per sottolineare l’importanza di rivedere interamente la viabilità nella zona del valico, anche alla luce della costruzione del Madonnone. Mi era parso impossibile apprendere nell’ultima assemblea che si svolse a Bellinzona, nel gennaio scorso, che i vertici della Regione non ritenessero prioritario dar corso alla realizzazione di opere essenziali per assorbire il traffico che deriverà dalla nuova frontiera».
Il sindaco si riferisce allo studio di fattibilità per una variante di valico realizzato da Cadegliano Viconago qualche anno fa grazie ai fondi Interreg III e poi inviato in Provincia e in Regione.
«Lo studio per la realizzazione della variante è presente nei cassetti di qualche funzionario della provincia o al Pirellone dal ‘97 – afferma Favella. Poi non si è saputo più nulla: speriamo che ora qualcuno lo rispolveri e si incominci a lavorare. Si tratta di uno studio che identifica la possibilità di saltare il centro di Lavena Ponte Tresa per immettersi lungo la statale 233 della Valganna. La bretellina partirebbe dal valico del Madonnone, lungo la sp 61 per arrivare a mezza costa nei pressi di Marchirolo, saltando i tornanti che si incontrano uscendo da Lavena Ponte Tresa in direzione Varese. E’ certamente un’ipotesi ambiziosa, ma risulterebbe certamente funzionale alle esigenze di traffico che derivano dal valico: è impensabile spedire un aumento di traffico sulla 233 utilizzando gli attuali tornanti».
Oltre alla viabilità nei pressi del valico, a preoccupare Favella sono anche gli interventi che l’Anas non ha mai realizzato proprio lungo la statale della Valganna. «Regione e Anas – conclude il sindaco – debbono capire che senza la soluzione di problemi importanti per la viabilità, non si può operare la programmazione per l’apertura del nuovo valico. Oltre alla variante già descritta, prioritario è l’intervento sulla statale per aprire la strozzatura che si incontra nel centro di Ganna e che impedisce un deflusso normale del traffico lungo questa direttrice».
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