«Ora battere la destra è possibile»

Straordinaria partecipazione all'assise del centrosinistra provinciale

Ancora una volta una sala pubblica non è riuscita a contenere tutto il popolo del centrosinistra. Si sono ritrovati in più di trecento costretti a rimanere accalcati alle porte cercando di ascoltare i diversi relatori. E questa volta non c’era il grande nome come Moretti o Sergio Cofferati. Sindaci, consiglieri regionali, dirigenti sindacali, politici e tanti semplici cittadini si erano dati appuntamento per discutere del programma delle iniziative future. 
Brevissima apertura di Paolo Rossi, segretario provinciale della Margherita. «Il centrosinistra è il luogo ideale dove si può crescere insieme trovando un giusto equilibrio tra la piazza vicina a noi e i partiti».
Poi a Stefano Tosi il compito di aprire i lavori con una breve relazione che ha tracciato i punti salienti su cui la coalizione del centrosinistra dovrà lavorare. «Noi rappresentiamo il 40% dell’elettorato. Non è vero che non possiamo vincere. Costruiremo 27 coordinamenti tanti quanti sono i collegi provinciali. Dobbiamo aprirci a chi ci sollecita chiedendo una semplificazione dei messaggi politici e una maggiore unità. Questa voglia di partecipazione va valorizzata. Il centrodestra ha fallito proprio là dove diceva di essere più forte. Non è capace di portare sviluppo. Noi dobbiamo ripartire da lì ma con le idee chiare e con un programma forte. LO sviluppo e i diritti devono essere la primo posto dei nostri impegni e Varese deve diventare la terza provincia della Lombardia. Dobbiamo raggiungere un tasso di occupazione pari a quello delle zone avanzate del resto d’Europa. A questo deve poi seguire una politica ambientale e sociale». Nella parte terminale poi Tosi ha fatto appello a tutte le forze del centrosinistra perché venga data anche una risposta culturale. «Noi vogliamo una provincia aperta non ne possiamo più delle stravaganze di chi cerca radici culturali inesistenti o che fanno regredire la nostra identità».
La voglia di partecipazione è emersa poi con tutta forza. Iscritti a parlare oltre venti persone. Ha aperto gli interventi Andrea Tamborini, studente del terzo anno di scienze all’Università dell’Insubria. «Il nostro paese investe troppo poco nella formazione universitaria. Appena lo 0,63%, meno della metà del resto d’Europa. A livello locale poi la situazione è perfino peggiore. Non esiste alcun collegamento tra Varese e Como e il fantomatico campus da costruire è ancora solo un’idea».
La parola poi a Gianni Mazzoleni, segretario della Cna. Con coraggio l’esponente del mondo artigiano ha voluto fare una premessa di fondo. «È ora di dire basta a due miti che non esistono più. Le associazioni di categorie non sono affatto sempre filogovernative, ne è un chiaro esempio le prese di posizioni di questi giorni di artigiani e industriali varesini. La seconda è che non ci sono più collateralismi tra le associazioni e le forze politiche. La Cna, come gli altri, dialoga a 360° con tutte le forze politiche. Sarebbe un errore per il centrosinistra prendere come punto di riferimento questa o quella associazione, o impresa. Occorre cominciare a conoscere le questioni nel loro insieme e il mondo del lavoro è uno spaccato particolare. Non vedo come si possa affrontare come prioritario il problema del precariato quando siamo in presenza ancora di un 25% di lavoro sommerso. E c’è di più. Delle 23mila imprese artigiane iscritte alla Camera di Commercio, circa seimila sono in condizioni di sopravvivenza. Non si pagano neppure i contributi, non perché evasori, ma perché non producono reddito sufficiente. Questo fenomeno, solo con i dati di Varese e pari alla crisi occupazione ultima della Fiat. Cosa si fa per questi? Chi governa conosce queste realtà? Il centrosinistra in passato ha avuto il coraggio di iniziare a rompere con una certa tradizione e di guardare ai problemi reali in quanto tali. Ha saputo avviare una modernizzazione. Ora occorre saper cogliere ancora le cento novità e dialogare con queste».
L’intervento di Cesare Montalbetti a rappresentanza delle Acli è stato chiaro e diretto. «Vi porto il saluto di tutta l’associazione. Noi vogliamo l’unità per difendere i diritti di tutti i cittadini e in particolare dei più deboli. Il lavoro è al centro della nostra attenzione perché un forte precariato non aiuta a far crescere i giovani».
È stato poi il turno di Massimo Tafi, esponente dei girotondi varesini. «Varese sta vivendo una stagione bella che da tempo non vivevamo. C’è una grande voglia di partecipazione e questo patrimonio non va disperso. stiamo percorrendo in modi diversi la stessa strada. È positivo che i partiti abbiano smesso solo di esaminare la sconfitta e si stiano impegnando per la rivincita. Varese non è leghista. Ci sono culture diverse e crediamo davvero che ora si possa vincere».
 È stato poi il turno dei due consiglieri regionali. Prima Daniele Marantelli dei Ds e poi Giuseppe Adamoli della Margherita.  Il primo ha puntato il dito contro le politiche della Regione e in modo particolare contro Formigoni. «Dobbiamo accelerare i tempi della nostra azione contro le tre t del governatore, ossia tasse ticket e tagli voluti nella sanità. Ma non è solo  questo il campo in cui il centrodestra ha fallito. Basta guardare l’ambiente, quattro giorni di sole ed è emergenza smog, quattro di pioggia ed è alluvione. Oppure il lavoro. Varese sprofonda nelle classifiche non perché i ricercatori sono cattivi. A questo proposito per quando arriveranno i ministri di tutti i paesi europei per la loro assise che sarà anche una parata mediatica, dovremmo saper organizzare un meeting parallelo»
Sempre il lavoro al centro dell’intervento successivo tenuto da Ivana Brunato, segretaria della Cgil. «Occorre uno sviluppo elevato che garantisca i diritti».
Adamoli ha affermato la forte tensione che richiede lavorare insieme. «Ci sono cose importanti che ci uniscono basti pensare alla prima parte della Costituzione e alla democrazia sociale. Non dobbiamo però aver timori di affrontare anche le questioni spinose su cui siamo diversi. La partecipazione è un valore e dobbiamo saper tenere insieme i movimenti ma sempre valorizzando il lavoro dei partiti».
Alle ventitre ancora molti gli interventi. A nome dell’Ulivo varesino ha parlato anche Alessandro Alfieri che ha annunciato l’arrivo di una altro big del centrosinistra. Rosy Bindi sarà al De Filippi il primo di marzo. Alfieri oltre alle questioni locali ha chiesto a tutto lo schieramento di mettere in atto tutte le azioni possibili per evitare il conflitto in Iraq.
Una serata calda e insolita. Una serata in cui la partecipazione dei cittadini ha fatto comprendere quanta sia l’insoddisfazione per la situazione attuale.
Stasera, venerdì 7 altre due iniziative. Una ancora nell’universo del centrosinistra con organizzatore Aprile sulla scuola. Appuntamento presso la cooperativa di Belforte alle 20.30. L’altra della Lega nord sulla devolution. Fiaccolata e poi comizio conclusivo di Bossi al Politeama.

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Pubblicato il 07 Febbraio 2003
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