“L’allenatore della Nazionale non può guadagnare 2 milioni di euro l’anno”
Eliseo Sanfelice, consigliere comunale samaratese, vorrebbe che il Comune prendesse posizione contro il superstipendio di Antonio Conte. "È un manager pubblico, Renzi faccia rispettare il tetto massimo"
Il Commissario Tecnico della Nazionale di calcio è un manager pubblico? «Non può prendere 2 milioni di euro l’anno, Renzi deve far rispettare il tetto di 239mila euro» (i due milioni di euro sono quelli "pubblici", a cui si aggiungono i due e più garantiti dagli sponsor). Questa, in sintesi, la posizione di Eliseo Sanfelice, consigliere comunale di Samarate che vorrebbe che il suo Comune (attraverso il consiglio, appunto) prendesse posizione contro il maxistipendio del Ct che ha sostituito Prandelli dopo la disfatta ai Mondiali in Brasile. Il tema è già diventato oggetto di polemiche, a pochi giorni dalla nomina: un po’ perché s’intreccia con lo scontro sulla nomina di Tavecchio alla Figc, un po’ proprio per il maxicontratto che mette Conte al di sopra – per retribuzioni – di ogni altro manager di azienda partecipata dallo Stato, più dei manager di Finmeccanica, Enel o Eni, realtà considerate strategiche per l’Italia, al pari della Nazionale.
Secondo Sanfelice – consigliere comunale spesso in prima linea in battaglie non solo locali, specie contro i costi della politica e contestando il governo in carica – la Figc è «una delle federazioni aderenti al Coni, ente di natura pubblicistica che dovrebbe essere soggetto ai vincoli e ai limiti propri delle pubbliche ammininistrazioni» e come tale il premier Matteo Renzi dovrebbe far valere la promessa ««di fissare e far rispettare il tetto massimo di salario annuale da attribuire ai manager delle aziende pubbliche in misura pari o non superiore all’emolumento del Presidente della Repubblica, che attualmente è fissato in 239.000 euro lordi». Secondo Sanfelice anche il consiglio comunale di Samarate deve a questo punto far sentire la sua voce, esprimendo «profondo dissenso e marcata disapprovazione in merito alle decisioni assunte dalla FIGC circa l’emolumento», considerato davvero eccessivo di fronte alle «gravissime condizioni del nostro sistema economico e sociale» e alla «concreta disperazione quotidiana in cui versano sempre piu’ numerose famiglie e persone, giovani e non, strette dalla morsa della disoccupazione, della cassa integrazione, del lavoro precario, del lavoro non qualificato, delle pensioni non parametrate all’effettivo costo della vita».
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