Greta e Vanessa, quel viaggio in Africa da cui tutto partì
Il racconto dell'amica. Nel 2011 la prima missione in Africa da cui nacque il sogno di aiutare i popoli che soffrono nei teatri di guerra. Il video di Greta mentre aiuta i siriani a Milano e l'intervista di Vanessa
Greta e Vanessa, in tanti oggi si chiedono come mai due ventenni di Varese e Bergamo abbiano avuto il coraggio di recarsi in Siria per una iniziativa umanitaria, dove sono state rapite.
L’AMICA: IO E LEI IN AFRICA
Un’altra testimonianza ci arriva da Chantal Veenboer, 21 anni, un amica di Greta Ramelli che nel 2011 si recò con lei in Africa, nel primo viaggio umanitario compiuto dalla studentessa.
«Eravamo compagne di classe al Rosetum di Besozzo – racconta – mia madre è impegnata in una ong che costruisce ospedali, e che ha un progetto a Chupata, in Zambia, e decidemmo appena compiuti 18 anni di passare l’estate lì. Era il 2011, Greta era molto determinata, e in quel viaggio mi raccontò che avrebbe voluto fare medicina, ma soprattutto avvicinarsi a Medici senza frontiere. Lei ha una forza particolare e una capacità di stare di fianco alle persone. Quando ebbi dei problemi di salute a causa di alcuni disturbi alimentari, lei mi stette accanto tutti i giorni come nessuno aveva mai fatto prima. E’ una delle persone più determinate che io conosca, anche perchè crede moltissimo nella sua idea di occuparsi degli altri».
Chantal aggiunge anche altri particolari: «Non conoscevo bene il progetto della Siria, ma conosco il suo carattere. E’ molto coraggiosa e non le fa paura nulla. Ha sempre voluto vedere le cose dall’interno ed è per questo che i viaggi in Zambia e quello a Calcutta per lei non erano abbastanza. Mi confessò, nel 2011, durante le nostre conversazioni in quel primo viaggio, che un giorno avrebbe voluto anche vedere dei luoghi di guerra. Alcune amiche comuni mi hanno detto che già nel primo passaggio in Siria, si era trovata di fronte a delle difficoltà, o situazioni che forse erano state rischiose. Ma lei è fatta così, e sa affrontare queste cose, non si lascia fermare da nulla».
LE ALTRE TESTIMONIANZE
Le due giovani sono accomunate da una vera passione per la Siria e per l’aiuto degli altri, questo risulta da tanti documenti e da tante testimonianza. Questi video ad esempio ci mostrano in un caso un servizio Rai in cui si vede Greta Ramelli occuparsi dell’arrivo dei profughi siriani alla stazione di Milano, un’emergenza umanitaria che nei mesi scorsi è stata al centro di tutte le cronache.
Il Tg1 oggi ha mostrato anche un’intervista a Vanessa Marzullo, nella quale la ragazza parla di contatti con persone che vengono definite "terroristi". La complessità della situazione siriana non è semplice da decifrare – è la tesi del servizio Rai – e il forte coinvolgimento emotivo può aver comunque create qualche problema alle due ragazze. Alcune amiche di Greta ci hanno raccontato ieri di contatti via telematica con la Siria.
Oltre a questi video, su Varesenews abbiamo raccolto ieri le testimonianze delle amiche con le quali Greta ha dialogato via facebook proco prima di essere rapita e che, pur non partecipando attivamante alle iniziative umanitarie, avevano ascoltato i suoi racconti
Per comprendere bene anche che cose si prefiggesse e come fosse strutturato il progetto Horryaty, abbiamo ricostruito le finalità e postato i riferimenti dell’intera iniziativa in questo articolo.
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