Arrivano i volontari, per non perdersi nell’ospedale
Dotati di pettorine gialle, accoglieranno e informeranno gli utenti che non trovano l'ambulatorio o il servizio che cercano. Presto migliorerà la segnaletica e arriverà un'auto elettrica per i trasporti interni

L’ambulatorio di chirurgia vascolare, la fisiatria o il centro prelievi. Nonostante il monoblocco raccolga la gran parte della degenza, l’ospedale di Circolo di Varese rimane spesso un rebus per coloro che arrivano per una visita o un esame. La segnaletica attuale spesso non soddisfa la richiesta particolare dell’utente che arriva da via Lazio o da viale Borri. Per rispondere alla necessità di aiutare quanti si muovono sperduti all’interno del perimetro ospedaliero, arriva il servizio di assistenza e informazione della Fondazione Il Circolo della Bontà.
Dal 5 maggio scorso, infatti, la Fondazione, in collaborazione con AVO Varese Onlus accoglie al pian terreno della clinica Santa Maria e in tre punti del padiglione centrale quanti arrivano per visite, prenotazioni, interventi.
Dalle 7.30 alle 11, una trentina di volontari aiuterà chi è in difficoltà spiegando ma anche accompagnando fisicamente al reparto richiesto. Il personale è stato fornito da otto associazioni ( Cral dell’Ospedale, Cittadinanza Attiva, Varese per l’Oncologia, Andos Varese, Lilt, Avulss, Associazione Donatori del Tempo) diverse che si sono messe in gioco per risolvere un problema diffuso. I volontari saranno riconoscibili grazie a una pettorina gialla
In questa prima settimana di lavoro, la media quotidiana è stata circa di 15 utenti che si è rivolta ai volontari: « I primi riscontri parlano di un effettivo gradimento per il servizio – ha commentato il presidente della Fondazione Gianni Spartà – Tra le associazioni che ci sostengono ci sono anche i “donatori del tempo” che metteranno a disposizione della carrozzine mentre a breve entrerà in funzione un mezzo elettrico per aiutare negli spostamenti chi ha difficoltà a camminare. La nostra fondazione lavora a stretto contatto con la direzione, siamo generalisti e ci occupiamo dei 5 presidi dell’azienda. Abbiamo visto che c’è grande attenzione agli ospedali perchè sono punti di riferimento di un territorio. Noi vogliamo ricostruire quel ponte tra l’ospedale e la sua comunità, un rapporto che in passato ha permesso la creazione delle strutture». Così Spartà ricorda che una donazione può essere fatta con il 5 per mille e dare un segno concreto.
Da parte sua, il direttore generale Callisto Bravi ha assicurato che presto si metterà mano alla segnaletica, rendendola più chiara ed esaustiva: « A fine anno, con l’apertura del monoblocchino ci sarà una rivoluzione degli ambulatori e dei servizi. Per allora, avremo anche costruito percorsi colorati così da agevolare gli utenti»
Unico neo riguarda il numero dei volontari: « Noi operiamo in ospedale da quasi 40 anni – spiega il presidente di AVO Ambrogio Bandera – Prendiamo parte a questo progetto consapevoli della sua necessità. Noi, però, lo abbiamo solo avviato. Per farlo crescere occorrono altre persone che si mettano a disposizione. Non occorre fare corsi specifici».
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