Riforma della Sanità: spariscono Asl e aziende ospedaliere
Pronta una nuova versione , frutto di un compromesso tra le tre versioni presentate. A Varese ci sarà un unico ente ospedaliero che sarèà strettamente connesso con i medici di base e gli infermieri di famiglia

Spariscono le aziende ospedaliere, si annullano quelle sanitarie. In tutto salteranno 60 poltrone manageriali tra direttori generali, sanitari e amministrativi. Queste sono le grandi novità su cui si sta lavorando in Regione per definire la Riforma della Sanità. Si tratta di un nuovo testo che sostituisce e integra le tre proposte avanzate da Lega, Forza Italia e Ncd, senza dimenticare le volontà delle opposizioni.
La grande rivoluzione, annunciata nel luglio dello scorso anno , prevede, quindi, la sostituzione delle attuali 29 aziende ospedaliere in 15 aziende sociosanitarie territoriali e ospedaliere che serviranno bacini con 600.000 abitanti. Il punto di forza sarà il diverso approccio: dall’attuale centralità dell’ospedale e della malattia acuta, si passerà alla “presa in carico” della persona.
L’assistenza socio sanitaria sarà affidata all’Agenzia per la Tutela della salute (ATS) che decide, programma, accredita e avrà 6 articolazioni locali ( Città metropolitana, Varese-Como-Monza, Lecco-Bergamo-Brescia-Cremona-Mantona, Lodi-Pavia, Valtellina-Valcamonica); ci sarà poi chi cura e saranno le 15 ASST e, infine, chi vigila e sarà l’Agenzia di controllo. Da questa ripartizione saranno escluse tre aziende ospedaliere: il Niguarda di Milano, i Civili di Brescia e il Papa Giovanni XXIII di Bergamo oltre agli istituti di ricovero a carattere scientifico Besta, Istituto dei Tumori , Policlinico e San Matteo di Pavia.
Il senso, dunque, è quello di integrare cure territoriali, ambulatori specialistici e ospedali per i casi urgenti e acuti. Le strutture private continueranno a essere un’alternativa anche se sarà la Regione, centralmente, che ogni anno valuterà l’offerta dei singoli attori. Tutto il comparto sanitario verrà gestito da un unico assessorato regionale che sommerà le funzioni attualmente gestite sia da quello della salute sia da quello del Welfare.
I medici di famiglia avranno un ruolo centrale ma dovranno organizzarsi in aggregazioni funzionali così da garantire assistenza 24 ore su 24. Infine avranno un ruolo preciso gli infermieri di famiglia, considerati un tramite tra medico e famiglia con un’assistenza mirata e continua.
Il nuovo testo dovrà ora affrontare l’iter legislativo: il governatore Maroni ha annunciato che l’obiettivo è quello di arrivare in Consiglio per l’approvazione entro il mese di luglio per poter partire di autunno.
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