Toni Capuozzo a Tradate per “Il segreto dei Marò”
Le Associazioni Combattentistiche e d’Arma di Tradate insieme con l’Associazione Culturale “ Pan de Mej" hanno promosso una conferenza sul tema: “I marò in India: una storia tutta da spiegare”

Le Associazioni Combattentistiche e d’Arma di Tradate insieme con l’Associazione Culturale “ Pan de Mej” hanno promosso una conferenza sul tema: “I marò in India: una storia tutta da spiegare” che vedrà come relatore il giornalista e inviato di guerra Toni Capuozzo.
L’appuntamento è in Villa Inzoli a Tradate per il 5 settembre 2015 alle ore 21.00. La manifestazione si terrà con qualsiasi condizione atmosferica disponendo di una tensostruttura coperta. «Toni Capuozzo conosce personalmente Massimiliano Latorre, uno dei due marò accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati, in quanto quest’ultimo gli fece da scorta nel 2006 in Afghanistan – si legge nella presentazione dell’evento -. Il giornalista ha seguito con attenzione l’intera vicenda, iniziata il 15 febbraio 2012, e ne ha tratto un libro, pubblicato a luglio di quest’anno, intitolato “Il Segreto dei Marò” (Mursia edizioni)».
Questa la sinossi del libro: «Il 15 febbraio 2012 nell’Oceano Indiano due pescatori vengono colpiti a morte da una raffica di colpi sparata da una nave mercantile. Nello stesso giorno la Lexie, petroliera italiana che ha a bordo un Nucleo di Protezione Militare, ha respinto un tentativo di abbordaggio con colpi d’arma da fuoco di dissuasione, sparati in acqua. Nel giro di poche ore la nave italiana viene fatta ormeggiare nel porto di Kochi, e due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, arrestati. Comincia un limbo giudiziario fatto di inchieste approssimative, estenuanti dibattiti sulla giurisdizione e sull’immunità funzionale, rinvii e nulla di fatto. Il volume ripercorre gli equivoci di questa vicenda, a cominciare dalla legge che consentì l’impiego di personale militare a bordo di navi mercantili. Spiega il groviglio giuridico che ha intrappolato due Paesi amici, e il peso degli interessi economici e politici che hanno condizionato la vicenda. Ma soprattutto ricostruisce l’incidente del 15 febbraio, avanzando un’ipotesi di innocenza dei due militari italiani, mai fatta propria dalla diplomazia italiana».
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