Bene ma non benissimo: Legambiente giudica le scuole varesine
Stilata la graduatoria sullo stato di salute degli edifici scolastici italiani. Varese è al 42esimo posto su 94
Come stanno le scuole? Se lo è chiesto Legambiente che ha pubblicato una graduatoria degli istituti scolastici delle diverse città italiane prendendo in considerazioni stabili delle superiori e del ciclo primario. Varese non brilla con un 42esimo posto su 94 capoluoghi di provincia. Al primo posto risulta Trento, seguono Prato e Piacenza. Fanalinio di coda Sassari, crotone e Messina.
In Lombardia, il primato è stato assegnato a Sondrio, nono posto generale, Brescia al decimo. Più staccate Bergamo al 21º, Lecco al 24esimo, Como al 30esimo e Milano al 33esimo.
Ma quali sono i parametri studiati da Legambiente? Innanzitutto la sicurezza degli istituti. Il 74,6% degli edifici sono stati costruiti prima del 1974, anno di entrata in vigore della normativa antisismica, contro il 61,3% nazionale, il 49,1% necessita di interventi di manutenzione urgente, 37,6% la media nazionale, il 58,5% ha goduto di interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni. C’è, però, un dato positivo: la media di investimento, sia per la manutenzione straordinaria che per l’ordinaria è di molto superiore a quella nazionale, con Milano e Brescia nella top ten dei comuni che investono di più per la manutenzione straordinaria, e Lodi, Milano e Como per quella ordinaria. Ottimo il dato sull’accessibilità di cui il 93% degli edifici dispone.
Più complesso il fronte della mobilità casa-scuola: risulta carente il servizio di scuolabus di cui beneficiano solo il 21,2% degli edifici, ottimo risulta quello di pedibus (14,7%), rispetto al 6,9% del dato medio nazionale, che permette ai ragazzi di andare a scuola a piedi accompagnati da adulti. Lecco la città con il maggior numero, in percentuale, di edifici serviti da pedibus, seguono Sondrio, Bergamo e Cremona
Luci e ombre per i dati sulla sicurezza nelle aree antistanti le scuole; sopra la media gli edifici scolastici con attraversamenti pedonali (92,6%), semafori pedonali (8,3%), transenne parapedonali (16,6%); sotto la media quelli con aree di sosta per le auto (41,9%), con la presenza di nonni vigili (0,5%), con piste ciclabili nelle aree antistanti (16,6%).
Sopra la media tutti i dati relativi alla raccolta differenziata. Bergamo, Lecco, Milano e Sondrio le città dove in tutti gli edifici scolastici viene realizzata la raccolta differenziata di tutti i materiali. Il dato negativo è la media dei prodotti biologici nei pasti delle mense scolastiche è del 47,2%, quasi 10 punti sotto la media nazionale.
Negativo il dato sulla presenza di cucine interne (18,4%), assolutamente positivo quello sulla somministrazione di acqua di rubinetto (97,7%).
Sotto la media nazionale i dati sui monitoraggi ambientali interni agli edifici scolastici: sono Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova e Milano i Comuni che hanno effettuato il monitoraggio dell’amianto, Brescia, Lecco e Mantova anche quello del radon.
Rispetto all’esposizione degli edifici scolastici a situazioni di rischio ambientale esterno: sono l’1,6% gli edifici in prossimità di elettrodotti, 4,3% quelli vicini a emittenti radio televisive, il 26,1% ad antenne cellulari. Nonostante un edificio su quattro risulti in prossimità di antenne cellulari, i monitoraggi su queste antenne sono pari allo 0%.
Il giudizio globale di Legambiente non è positivo: «Non migliora la situazione dell’edilizia scolastica italiana, che continua ad essere in uno stato di permanente emergenza sul fronte degli interventi e della messa in sicurezza».
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