Assalto sull’A9, recuperata la “scatola nera” del blindato
Molti i punti interrogativi a cui si cerca di dare una risposta: come è stato aperto il portellone del blindato in così pochi minuti? Perchè non è entrato in funzione lo “spumabloc”?
Gli inquirenti indagano anche sulla scatola nera rinvenuta sul blindato che è stato assaltato. Da questa importante fonte di informazioni gli investigatori della Questura di Como potrebbero far emergere molti particolari, soprattutto su quanto accaduto in quei pochi minuti sull’autostrada, lunedì mattina.
Infatti, ufficialmente, non emergono molte notizie, ma raccogliendo le varie informazioni emerse, sembra che ci siano molti punti di domanda a cui si cercherà di dare una risposta. Come la facilità con cui è stato aperto il portellone, per cui non basterebbe un semplice flessibile. Che sia frutto di un malfunzionamento o di una manomissione non è ancora dato saperlo. Altro punto interrogativo è il fatto che non sia entrato in funzione un meccanismo chiamato “spumabloc” all’interno del blindato, ovvero l’emissione di una resina che avrebbe creato un blocco unico dei lingotti, impedendone lo spostamento. Potrebbe essere accaduto per i colpi di mitra fatti esplodere contro il motore, ma non è dato per certo.
A questi punti si aggiungono anche le ricerche scientifiche da cui si attengono i risultati dai mozziconi di sigaretta trovati nei pressi dello svincolo di Turate e delle impronte su fucile ritrovato su un camion durante l’assalto.
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