Se in valigia c’è un coccodrillo
Molti gli animali che vengono bloccati allo scalo di Malpensa, scoperti in scatole o valigie. Spesso vengono acquistati in internet o in vacanza senza pensare ai rischi che si corrono
C’è chi si porta un pappagallino nel bagaglio a mano, chi una tartaruga nel taschino, chi uno
scorpione nella scatola dei fiammiferi. Si vede un po’ di tutto all’aeroporto di Malpensa dove transitano migliaia di persone e anche migliaia di animali, in modo legale o meno. Il Ministero della Sanità ha uno sportello dove un’equipe medica è presente per controllare la legalità di ogni ingresso: «All’arrivo devono avere tutti le necessarie certificazioni – spiega il dottor Umberto Galli, direttore dell’Ufficio ministeriale di Malpensa – è una questione di rispetto delle normative nazionali e internazionali ma anche di sanità pubblica».
Nel 1996 è stata emessa una legge che indica specificamente le specie ritenute vietate: si tratta di animali protetti o pericolosi o nocivi per il nostro sistema. Com’è il caso dei serpenti velenosi il cui ingresso è assolutamente vietato in Italia: «L’avvento del commercio su internet però – spiega il dottor Galli – ha stravolto un po’ le regole dell’immigrazione. Spesso capita di intercettare scatole che contengono animali esotici: si tratta di acquisti illegali. Per lo più si tratta di tartarughe o uccelli, ma anche di pesci. Negli anni passati abbiamo trovato anche una scimmietta. Spesso gli acquirenti acquistano con grande superficialità, ignorando del tutto la complessa e delicata legislazione che ci sta dietro e che è stata
decisa per limitare al massimo i pericoli per la comunità, di tipo sanitario, ma anche per l’ambiente. Il caso della tartaruga divoratrice è un esempio emblematico».
In internet, però, non si fanno solo acquisti particolari: « Purtroppo stiamo assistendo a un aumento delle frodi legate al commercio degli animali – rivela la dottoressa Donatella Cambiaghi, coordinatrice dell’ufficio – In questo periodo va di moda il Camerun. On line si trovano annunci di persone che chiedono di salvare cuccioli di cane o di scimmia destinati a morte certa. Chiedono di adottarli e di anticipare le spese di spedizione. Tanta gente ci casca: versano il denaro e poi attendono invano l’arrivo dell’animale, per poi rivolgersi a noi per avere notizie».
La legislazione in materia veterinaria è molto restrittiva: « Raccomandiamo a tutti i vacanzieri in
paesi stranieri di non comperare animali, di non farsi intenerire. Ci sono specie protette che sono tutelate: l’eventuale importazione prevede sanzioni penali. Alcuni anni fa abbiamo bloccato una giovane coppia con una specie protetta di camaleonte. Ci dissero che lo avevano comperato per evitargli una morte certa, lo sequestrammo e, nonostante la loro ingenuità, dovettero rispondere anche penalmente. Un’altra volta abbiamo ritrovato nei bagni di Malpensa tre cuccioli di alligatore del Nilo. Si tratta sempre di animali che, da piccoli, fanno tenerezza ma crescendo possono creare molti problemi. Da qui, spesso, la scelta di abbandonarli provocando danni enormi anche all’ambiente e rischi elevatissimi alla salute pubblica. Pensate all’influenza aviaria cos’ha comportato…».
Tutti in vacanza, dunque, ma evitate di ritornare con qualche ricordo potenzialmente pericoloso…
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