Operatori contagiati in ospedale: i sindacati chiedono interventi urgenti
Il segretario della Fials chiede tamponi per gli operatori. I casi registrati possono nascondere una situazione più allargata. Preoccupa la presenza della residenza per anziani
Operatori contagiati e altri, a casa in isolamento, nonostante lavorassero in un reparto “pulito”. La denuncia dei sindacati è centrata sull’ospedale Bellini, inizialmente considerato a margine dell’organizzazione Covid ma che è rientrato a pieno titolo per i casi in via di guarigione.
« In questo momento non metto in correlazione il contagio con il trasferimento dei pazienti perché non abbiamo alcun elemento – spiega Salvo Salvatore, segretario provinciale della Fials – certo è che qualcosa nella gestione di questa emergenza non torna».
Il riferimento è al trasferimento dei pazienti che arrivavano al pronto soccorso di Saronno e da lì smistati negli altri presidi: « Quel presidio non poteva sostenere il ritmo dei ricoveri e si è proceduto a coinvolgere anche gli altri. Ma è stato un errore non lasciare almeno un ospedale totalmente libero e pulito ».
Attualmente, al Bellini ci sono 25 pazienti covid in attesa di dimissione perchè hanno superato la malattia: « La cosa che abbiamo contestato è stata la mancanza di percorsi in sicurezza – commenta Salvatore – per arrivare al reparto covid si deve attraversale la medicina. Abbiamo chiesto le ragioni di questa che definisco una “follia organizzativa”. Così come altre, che abbiamo evidenziato come il coinvolgimento di personale infermieristico non adeguatamente pronto a utilizzare i macchinari di ventilazione. La direzione ci ha spiegato che dovevano mantenere spazi all’ospedale di Busto dove ricavare ulteriori zone di subintensiva per emergenza».
Il personale infermieristico e sanitario contagiato, al momento, non è collegabile al percorso covid: « Occorrerà capire se la diffusione sia partita da un paziente asintomatico o da un operatore. Per questo chiediamo che si facciano i tamponi, così da capire davvero le dimensioni di questa diffusione del coronavirus. la preoccupazione è collegata soprattutto alla casa di riposo che c’è nel piano superiore al Bellini. Si intervenga al più presto per evitare che l’ospedale diventi un focolaio».
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