Nel nido delle vespe
La Juve Stabia è l'avversario di turno del Varese: gioco veloce, uomini esperti, un pubblico caldo ed emozionante ed un piccolo fenomeno in attacco, Marco Sau
Nel nido delle vespe. Trasferta tra le più insidiose e calde per il Varese in quel di Castellammare di Stabia contro la Juve. Allo stadio Menti sabato 31 marzo (in campo alle 15), ad accogliere gialloblu e biancorossi ci sarà la consueta splendida cornice di pubblico, vero dodicesimo uomo per i campani. Non solo il tifo stabiese è da temere: la squadra costruita dal trio Giglio-Manniello-Di Somma e affidata alle cure di mister Piero Braglia ha dimostrato di avere le carte in regola per restare in serie B e farlo ad alto livello.I punti in classifica per le “vespe” sarebbero 44, ma una penalizzazione ne ha tolti 4: così i campani devono lottare ancora per qualche giornata per guadagnarsi matematicamente la permanenza nella cadetteria. Non dovrebbero esserci problemi anche e soprattutto per gli ultimi buoni risultati che hanno riportato serenità nell’ambiente: quattro pareggi consecutivi dopo la vittoria contro la Reggina. In casa la Juve Stabia ha vinto 8 volte, pareggiato 5 partite e perso solo 3 volte, con 27 gol fatti (quarto migliore del campionato tra le mura amiche) e 20 subiti. All’andata finì 2-1 per il Varese con gol di Carrozza e Cellini per i lombardi e pareggio di Cazzola per i campani: tutti giocatori partiti per altri lidi.
Mister Braglia dovrà fare a meno di parecchi uomini chiave: gli squalificati Zito e Di Tacchio, gli infortunati Colombi, Mbakogu e Scognamiglio, mentre sono acciaccati Davì, Mezavilla e Danilevicius, con l’ex di turno Danucci che sta cercando di recuperare la forma dopo un lungo stop. Scelte quasi obbligate dunque per l’allenatore che ha riportato la Juve Stabia in serie B. In porta pochi problemi, dato che senza il giovane Colombi, ci sarà l’altro baby Seculin, classe ’90, scuola Fiorentina. In difesa Balzaneddu e Di Cuonzo sulle fasce, con il belga Maury e Molinari al centro e Cappelletti in panchina. A centrocampo Erpen, Caserta, Mezavilla e Scozzarella dovrebbero essere i titolari, con gli acciaccati Danucci e Davì pronti a subentrare. In avanti rientra Sau, bomber di stagione con un futuro scritto nella sua squadra del cuore il Cagliari; con lui se ce la farà Danilevicius, esperta boa centrale abile nelle sponde e con spiccato senso del gol. In caso di forfait del lituano è pronto Falcinelli, ex Sassuolo, o l’indunese Giacomo Beretta, arrivato a gennaio da Ascoli ma ancora alla ricerca dello spazio giusto per mettersi in mostra. Con lui in panchina anche Tarantino, altro folletto con i piedi fatati, disponibile a giocare largo o da seconda punta, a seconda delle esigenze del tecnico.
La Juve Stabia gioca con un 4-4-2 molto moderno, con tanto movimento ed inserimenti continui. La stella è Marco Sau, sardo doc che in Campania sta vivendo la stagione della consacrazione dopo l’anno d’oro vissuto a Foggia con Zeman la scorsa stagione: finora ha segnato 16 gol. La sua sponda ideale è Danilevicius, gran fisico, molto bravo a fare la prima punta, un po’ statico, ma bravissimo a fare sponde di testa. Con Mbakogu Braglia poteva schierare un 4-3-3 molto pericoloso, ma senza l’ala nigeriana sulle fasce sono Erpen e Scozzarella, sostituto di Zito, a dover garantire la spinta: il primo è più pesante, il secondo è la classica ala tutto corsa e dribbling. In mezzo al campo l’esperienza di Caserta non farà rimpiangere Di Tacchio e può garantire inserimenti pericolosi su calcio da fermo, mentre Mezavilla è chiamato a dare i tempi di gioco. In difesa il belga Maury sta facendo il suo dovere al meglio in sostituzione di Scognamiglio in un reparto solido e dotato fisicamente, ma forse un po’ lento. Entrare al Menti sarà lo scoglio maggiore: il tifo dei campani è assordante e caldo e l’impatto si fa sentire sempre. Poi, Maran dovrà essere bravo a dare ai suoi le chiavi per arginare le sfuriate di Sau, vero pericolo pubblico travestito da vespa.
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