Paolo Selmi

  • Vive a Besnate VA

I miei commenti (1)

  1. Buongiorno Andrea,
    premetto che parlo totalmente a titolo di esperienza personale e che non sono un agronomo. Mi permetto di sollevare due dubbi:
    1. che il problema di predatori NATURALI e fauna selvaggia NATURALE non possa essere ANCHE risolto tramite il ripristino di una CATENA ALIMENTARE, anch’essa NATURALE. Mi pare quantomeno strano che nessuno si ponga questa ipotesi, foss’anche solo per constatarne la sua auspicabilità (il ripristino di un equilibrio dinamico e automatico fra specie senza ulteriori interventi antropici non può non essere un obbiettivo), ma effettiva impraticabilità. Il sospetto è che di pianificazione e gestione della questione ambientale, entrambe effettive, entrambe calate “in medias res”, non in sezioni “programmatiche” di più o meno volenterose dichiarazioni d’intento, in questo senso, si parli – e soprattutto si faccia – ancora troppo poco.
    2. Parliamo di silvicoltura; i costi di tale attività per tagliatori e raccoglitori di legname, pulitori di boschi e garanti, di fatto, della stabilità di un ecosistema prezioso sia a livello di risorse che di stabilità idrogeologica dell’intera provincia, a 11 euro al quintale come prezzo di vendita e a 2-3.000 euro come prezzo di acquisto di un appezzamento medio di bosco da pulire, sono sempre più insostenibili. A rovinare il mercato, la “libera concorrenza” di importatori di legname dai Paesi dell’Est, a prezzi ovviamente da fame. Provi un attimo a salire di prezzo, e prendi legnate sui denti, nel senso che la legna ti resta sul gobbo. O incentivi ai silvicoltori, o dazi antidumping sul legname. La seconda strada è poco percorribile perché ormai il legname dell’Est (Romania, classico esempio) è in gran parte comunitario, quindi non soggetto a dogana ma a intrastat. Resta quindi da risolvere la questione in sede comunitaria, anche per eventuali incentivi ai silvicoltori. Tuttavia, evidentemente, se sottosegretari e presidenti il problema non se lo pongono neppure, c’è poco da risolvere; meglio, c’è tanto, troppo, e il problema più resta irrisolto, più si aggrava.
    Cordialmente,
    Paolo Selmi

    in Il ritorno del lupo preoccupa Confagricoltura

    8 aprile 2019 alle 8:08

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    23 novembre 2017

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