Gang di rapinatori “trasformisti” in manette

Si è chiusa con cinque arresti l'operazione di polizia denominata "Transformers" che ha fatto luce sugli autori di almeno sette rapine tra Busto, Gallarate e Alto Milanese. I malviventi avevano l'abitudine di cambiarsi subito d'abito dopo i colpi

Si è chiusa con cinque arresti una complessa indagine degli agenti del commissariato di Busto Arsizio, guidato dal vice-questore Giovanni Broggini, denominata "Transformers". In carcere sono finiti ieri mattina, lunedì, Giovanni Bianco, di anni 31, Cristian Salvatore Marino di 27, Mircea Dumitru Ungureanu di anni 24, Gianfranco Tremi di 43 anni e il ventenne Mirco Ferracane, quest’ultimo ai domiciliari. I cinque sono accusati di aver commesso diverse rapine in tutta la zona dal sostituto procuratore Silvia Isidori, che ha coordinato le indagini. Almeno sette le rapine consumate tra dicembre 2009 e agosto 2010 tra Busto Arsizio e Gallarate, Somma Lombardo, Rescaldina e Legnano che hanno fruttato all’organizzazione almeno 30 mila euro (nella foto un’immagine dalle telecamere a circuito chiuso di un ufficio postale rapinato dagli arrestati).

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Operazione Trasformer: cinque in manette 4 di 13

A incastrarli è stato il dna di Giovanni Bianco, rinvenuto su uno degli indumenti utilizzati per una rapina e poi nascosti in una siepe a lato di una strada boschiva di Sacconago. Gli agenti sono risaliti al luogo dopo un pedinamento avvenuto nell’agosto dell’anno scorso. Bianco era stato già fermato, infatti, due mesi prima, poco dopo la rapina consumata alla farmacia di via Padre Reginaldo Giuliani, insieme a Cristian Salvatore Marino. In quell’occasione gli agenti avevano ritrovato sulla loro auto, dello stesso colore e modello di quella segnalata dai testimoni, la somma corrispondente a quella rapinata poco prima ma la mancanza di alcuni dati, quali la targa dell’auto, e la mancanza della flagranza avevano fatto venire meno gli elementi per l’arresto immediato.

Da quel momento, però, si sono intensificate le indagini e in seguito ad un pedinamento avvenuto ad agosto si è risaliti al nascondiglio degli abiti, del passamontagna e delle armi usate per gli assalti predatori. I banditi avevano l’abitudine di cambiarsi immediatamente d’abito non appena usciti dagli edifici rapinati, da qui anche il nome dell’operazione, e proprio grazie a quelli si è risaliti al dna di Bianco. Le indagini hanno portato a stabilire che nel corso di varie altre rapine era stato utilizzato lo stesso modus operandi (mezzi di trasporto, natura degli esercizi commerciali colpiti, descrizioni fisiche degli autori delle varie rapine, abbigliamento utilizzato, modalità di travisamento, pistola utilizzata).

Le rapine sono avvenute agli uffici postali di Busto Arsizio (via Meda), Somma Lombardo, Legnano e Rescaldina, alla filiale ACI sempre di Busto Arsizio, alla farmacia comunale Sacconago e alla farmacia di Beata Giuliana, al Burgher King di Ggallarate e alla tabaccheria alimentari di Via Giuliani e Dalmati di Borsano, oltre alla ricettazione di tre autovetture poi usate per recarsi sui luoghi, che avevano garantito ai malviventi una somma stimata intorno ai 30000,00 euro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 gennaio 2011
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