L’artigiano non è solo saper fare

I microimprenditori hanno la conoscenza globale e il controllo totale del loro lavoro. Una caratteristica valorizzata dal progetto "Maestri artigiani" sviluppato dall'Asssociazione artigiani e il Politecnico di Milano

Se c’è una definizione che da sempre identifica l’artigiano è quella del «saper fare», riferito strettamente all’abilità manuale. Ma se c’è invece una caratteristica che lo contraddistingue più di altre è la conoscenza globale e il controllo totale del suo lavoro, della filiera e dei materiali. «L’artigiano è molto di più della sua capacità manuale e costringerlo solo in quell’ambito è un errore». Un’affermazione che il designer Clino Trini Castelli (tra i fondatori di Domus Academy) ha fatto alla presentazione del progetto “Maestri d’artigianato”, ideato e realizzato dall’Associazione Artigiani della provincia di Varese e cofinanziato da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia.
Nella Sala Caccia delle Ville Ponti erano presenti anche i protagonisti del progetto: un gruppo di artigiani che ha iniziato un percorso di collaborazione con il Politecnico di Milano e un designer di rango come Castelli. «Cercare un nuovo modo di agire – ha detto Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato – vuol dire lavorare in rete, non solo tra di noi, ma coinvolgendo anche altri esperti. Al mondo c’è già chi produce a basso costo, quello che dobbiamo fare noi è uscire con prodotti ad alto valore aggiunto».
Non si tratta solo di teoria, perché gli artigiani, che hanno aderito al progetto, si confrontano direttamente nei loro laboratori con il designer Castelli e partecipano ai workshop del Politecnico milanese, coinvolgendo gli studenti in Art-Art, la mostra dell’artigianato artistico varesino (22-23 ottobre Ville Ponti).
Tradizione e innovazione non sono antitetiche, ma possono trovare un punto d’incontro nell’uso della tecnologia, come spiega Riccardo Visentin, artigiano orafo che da anni ha innovato sia nel processo produttivo che nel prodotto. «Chi ci vede da fuori – spiega Visentin – ha un’idea un po’ vecchia dell’artigiano-artista, come una persona che crea in solitudine. Invece ho creato gioielli confrontandomi con altri, con questi studenti del Politecnico che vivono il loro tempo e che sanno trovare soluzioni tecniche ed estetiche straordinarie per la loro freschezza, perché ancora non condizionati dal mercato. I prodotti che usciranno da questo progetto saranno di eccellenza».
Se è vero, come sostiene Castelli, che la conoscenza dei microimprenditori risolve molto spesso i problemi alla grande industria, sarebbe un grave errore separare il lavoro dalla formazione, che permette all’artigiano di cercare nuove strade e soluzioni. Ed è forse questa la parte più delicata della questione, perché la formazione ha un costo tale che, se non viene in qualche modo sostenuto anche dall’esterno, pesa troppo nell’economia dell’artigiano.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2011
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