“Sappiamo che hai fatto l’amore per telefono”: arrestati per estorsione

Una coppia di varesini in manette con l'accusa di aver escogitato un meccanismo che sfruttava menzogna e pudore per ricattare un cinquantaduenne lecchese

hotlineLa voglia di proibito corre fra la voce di un uomo e quella di una ragazza; ma lui si trasforma da consumatore di parole sporche a vittima: non sa che qualcuno ha escogitato un tranello per farlo pagare: “Abbiamo registrato le tue parole, hai fatto sesso virtuale con una minorenne, se non ci paghi raccontiamo tutto ai giornali”.
E lui, 52 anni, di un paesino della Valsassina in provincia di Lecco, Casargo, c’è cascato.
Le menti criminali dietro al raggiro erano due uomini della provincia di Varese. Ma la vittima, spaventata, ha raccontato tutto ai carabinieri che hanno fatto scattare le manette ai polsi di A. C., 40 anni, di Cuveglio, e G. M., 31 anni, di Cadegliano Viconago, con l’accusa di estorsione continuata e furto. Una terza persona, invece, è finita agli arresti domiciliari. L’operazione è stata eseguita dai militari lecchesi e dai colleghi della compagnia di Luino.
La cronaca (da Lecconews.lc)

I fatti risalgono al mese di aprile, quando un 52enne di Casargo si era rivolto alla locale Stazione Carabinieri per denunciare che, dopo avere visitato alcune “hot line” ed avere intrattenuto conversazioni erotiche con una donna, tale “Annalisa”, aveva successivamente approfondito la conoscenza con quest’ultimaa tramite una chat ed infine, visto il presunto rapporto intimo creatosi, il rapporto era proseguito tramite conversazioni telefoniche.

Con il passare del tempo nel rapporto era subentrata anche una seconda donna, “Chiara”, con la quale il valsassinese aveva intrattenuto conversazioni dello stesso tenore.

Improvvisamente, però, il soggetto aveva iniziato a ricevere della chiamate da uno sconosciuto, il quale prospettandogli di avere intrattenuto rapporti erotici “con una minorenne” si diceva molto infastidito e gli chiedeva il pagamento di una somma di denaro per evitare la denuncia e di conseguenza che la notizia finisse sulla stampa.

L’uomo, dopo avere eluso le prime richieste, a seguito delle pressanti minacce ha ceduto al ricatto versando, tramite vaglia e pagamenti “Western Union”, in un lasso di tempo molto ristretto la somma di circa 1.700 euro.

Poiché le richieste di versamenti di denaro erano sempre più frequenti ed il soggetto non riusciva più a far fronte ai pagamenti, anche in relazione alle minacce particolarmente esplicite, non avendo disponibilità di denaro, decideva di denunciare l’accaduto ai Carabinieri.

Di conseguenza, i militari della Stazione di Casargo e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno avviato immediatamente le indagini giungendo all’identificazione dei due arrestati, nonché di un terzo complice; a causa dei gravi indizi di colpevolezza acquisiti i tre sono stati raggiunti inizialmente da un Decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Lecco con le imputazioni di estorsione e furto, oggi confermate dall’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare al regime di arresti domiciliari da parte del G.I.P. del Tribunale di Lecco, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 maggio 2013
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