Violentato dall’allenatore, in aula la vittima e il padre

Seconda udienza del processo nei confronti dell'ex-allenatore dei Seamen Milano Maurizio Vismara accusato di aver abusato di un suo giocatore all'aeroporto di Malpensa, con la collaborazione di altri tre

Si è svolta questa mattina nell’aula Falcone e Borsellino del Tribunale di Busto Arsizio la seconda udienza del processo a Maurizio Vismara all’ex-allenatore dei Seamen Milano, nota società di football americano, accusato di violenza sessuale su minore nei confronti di uno dei suoi giocatori. I fatti avvennero nel novembre del 2011 all’interno dell’aeroporto di Malpensa poco prima che i ragazzi partissero per una trasferta di campionato. Maurizio Vismara era l’allenatore di quella squadra e lui, insieme a Valerio Zannotti (allenatore in seconda), Walter Petronaci e Filippo Turrin (compagni di squadra della vittima) avrebbero preso parte alla violenza eseguita dallo stesso allenatore mentre la vittima era stata costretta con la forza a sdraiarsi su un gioco per bambini, trattenuta, denudata e poi penetrata con una alcune dita di una mano.

A raccontare quanto accaduto quel giorno è stata proprio la vittima, un giovane oggi maggiorenne, ascoltato dai giudici a porte chiuse. Subito dopo è toccato al padre il quale ha raccontato alla corte tutto ciò che è successo il giorno del rientro dalla trasferta: «Dalla mia ex-moglie ho saputo che nostro figlio era stato male la mattina dopo il rientro – racconta – aveva vomitato e non aveva voluto andare a scuola. Poi da alcuni amici che gravitano intorno alla squadra ho saputo del video e di quello che avevano fatto a lui. La mattina dopo ho denunciato il fatto perchè se non l’avessi fatto mi sarei reso complice di questo atto». E’ il dramma di un padre che, da ex-giocatore di quella squadra, credeva di aver portato il proprio figlio in una palestra di vita oltre che sportiva e che, invece, si è dovuto scontrare con i metodi di Vismara che, come afferma il genitore, erano noti a tutti sia nella società che nel resto del movimento del Football: «Ho anche giocato in passato con Vismara, lui non ha mai nascosto la sua visione del sesso: a tutti raccontava della sua frequentazione di locali per scambisti, transessuali e via dicendo». Insomma non proprio un esempio di vita per i ragazzi che allenava i quali, infatti, erano noti più per le loro intemperanze nei confronti degli avversari che per i loro meriti sportivi. Molte le sanzioni comminate dalla federazione nei confronti del team allenato da Vismara, a sua volta deferito o sospeso in diverse occasioni.

Infine è emerso che il famoso video, che sarebbe stato girato col cellulare di Walter Petronaci, è irrecuperabile al momento ma il presidente del collegio giudicante ha chiesto ad un agente di Polizia Giudiziaria ascoltato come teste l’indirizzo di Facebook a Palo Alto in California, forse per provare a inoltrare una richiesta di recupero di questo video introvabile. Si tratta delle immagini che riprendono in toto la scena e che sarebbero state postate sul profilo di Petronaci per oltre 24 ore, viste da alcuni testimoni, e poi rimosse. Anche la perizia predisposta dal tribunale sul pc sequestrato a Petronaci non ha prodotto risultati. Da sottolineare, nuovamente, la folta presenza di sostenitori di Vismara che, ad inizio di udienza, hanno salutato l’ex-coach presente in aula e ancora detenuto.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 maggio 2013
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