Frates: “Sassari è la squadra più forte del momento”

Il coach di Varese riconosce il valore del Banco di Sardegna: «Quando nello sport accade questo, bisogna essere onesti e accettare il risultato». Sacchetti: «Se dovevo giocare contro la mia squadra, l'avrei fatto come Varese»

Fabrizio Frates entra in sala stampa tranquillo, consapevole che contro Sassari oggi era impossibile vincere. Al Palawhirlpool la squadra di Meo Sacchetti è stata a lungo applaudita dal pubblico varesino. «Sassari gioca meglio di noi e tira meglio di noi e anche di molti altri – dice Frates -. Sono in un momento di fiducia, giocano sul velluto e con entusiasmo, dunque non è un caso che siano in testa alla classifica, che abbiano vinto la Coppa Italia e stiano lottando ancora in Europa. Quando nello sport accade questo, bisogna essere onesti e accettare il risultato. È difficile difendersi quando si tira con il 74% da tre. In questo momento è la squadra più bella del campionato. Noi abbiamo cercato di rientrare in partita tre o quattro volte. Ma loro con tre possessi ti fanno tanto male e poi hanno giocatori come Drake Diener (premiato come miglior giocatore in campo, ndr) e Thomas a cui riesce tutto».

Meo Sacchetti, osannato dal pubblico di Varese, non esulta. È difficile per lui lasciarsi andare alla gioia, perché al palazzetto di Masnago si è svolta una parte importante della sua carriera che gli appassionati non hanno mai dimenticato e neanche lui, a quanto pare. «C’è poco da dire» dice il coach di Sassari appena entra in sala stampa. D’altronde per lui parla il risultato. Quando si vince in trasferta con 21 punti di scarto (112 -91), con il 74% di realizzazioni da tre punti e 22 assist, ogni parola appare superflua. Un collega sardo sottolinea: «punteggio da squadra slava, coach».
La discrezione di Sacchetti non viene scalfita. Il coach di Sassari ci pensa un po’ e poi parte con uno stringatissimo commento tecnico. «Ottima partenza nei due tempi per indirizare la partita, poi abbiamo avuto un rilassamento nel primo tempo una cosa che ci capita spesso quando segnamo facilmente. Io certe volte non mi accorgo della gente che c’è e quello che dice». Per Sacchetti giocare a Varese in questo modo implica una fatica psicologica aggiuntiva perché, quando le cose non vanno bene, bisogna stare con la propria squadra. «Noi abbiamo fatto una grande partita, ma di quel 74% avrei voluto tenerne un po’ da parte per qualche altra gara. Drake ci ha abituato a fare dei canestri notevoli, ma non è una novità per noi così come non è una novità sapere di avere giocatori che ci creano situazioni di vantaggio. Varese ha cercato di fare quello che avrei fatto io se dovevo giocare contro la mia squadra, ovvero annullare la pericolosità del playmaker».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 febbraio 2014
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