Il Premio Gallarate guarda all’Arno: nove opere in città

La XXV Edizione dello storico Premio è dedicato al corso d’acqua che attraversa la città fin dal Medioevo quale elemento metaforico e reale che racconta la storia e che ne ha segnato il suo sviluppo industriale e la conformazione dell’attuale identità del territorio

Premio Gallarate Urban mining
XXV Edizione del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate

Un tema tanto importante quanto delicato quello dello della mostra della XXV edizione del Premio Nazionale Arti visive città di Gallarate. “Urban mining. Rigenerazioni urbane” guarda alla città e alla sua storia chiedendo agli artisti coinvolti di creare delle opere inedite che avessero come tema “Il torrente Arno e la città di Gallarate”. Il corso d’acqua che attraversa Gallarate fin dal Medioevo è un elemento metaforico e reale che racconta la storia della città e che ne ha segnato il suo sviluppo industriale e la conformazione dell’attuale identità del territorio. Contemporaneamente il fiume è fortemente radicato nell’immaginario collettivo quale fonte inesauribile di aneddoti, racconti che legano l’esperienza dei luoghi con il costante fluire delle sue acque.

Dal 14 maggio fino al 17 luglio il Museo MA*GA e alcuni spazi della città accoglieranno le installazioni site specific di nove artisti: A12, Luca Bertolo, Ludovica Carbotta, Ettore Favini, Luca Francesconi, Christiane Loehr, Marzia Migliora, Cesare Pietroiusti e Luca Trevisani, selezionati dopo un’analisi di oltre quaranta profili, da una commissione scientifica composta da Michele Dantini, Carolina Italiano, Adachiara Zevi, come curatori esterni, ed Emma Zanella, Alessandro Castiglioni, Lorena Giuranna e Alessio Schiavo, come rappresentanti dell’assemblea dei promotori del Premio.

In questo contesto domenica 1 maggio 2016 dalle 8.00 fino al pomeriggio, i volontari del Museo MA*GA e del Premio Gallarate si uniscono a Protezione Civile, Comune di Gallarate, cooperativa 4Exodus e Aemme Linea Ambiente e partecipano alla pulizia straordinaria dell’alveo del torrente Arno, che si aggiunge alle manutenzioni che competono ad Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po). Le squadre lavoreranno dalle 8 fino a sera, in due tratti dell’Arnetta: quello nei pressi del parcheggio in via Rusnati e quello sottostante via Bottini. Possono unirsi tutti i cittadini che vogliano dare una mano.

Gli artisti in mostra

Una prima serie di lavori è dedicata ad alcuni aspetti della città e costruisce un ponte con la ricerca di Ugo La Pietra le cui opere sono esposte, contemporaneamente al Premio Gallarate, fino al 18 settembre, negli spazi del MA*GA nella mostra Abitare è essere ovunque a casa propria.

Si tratta di Luca Trevisani (Verona, 1979) che proporrà Untitled un breve film che racconterà le connessioni tra Gallarate, la sua storia e il suo territorio, attraverso le ciminiere che ne caratterizzano il paesaggio. Le ciminiere sono prese in esame in quanto sedimento di memoria culturale e industriale e saranno messe in relazione con una scultura di Fausto Melotti, La Baracca, appartenente alle collezioni del MA*GA.

In parallelo, A12, collettivo di architetti, fondato a Genova nel 1993, che affronta in maniera trasversale i temi dell’architettura, dell’urbanistica e dell’arte contemporanea, ha lavorato con Spazio Arno sulla doppia natura del torrente Arno: quella problematica, legata ai rischi di esondazione o di degrado, e quella positiva, definita dalla presenza di vegetazione all’interno della città.

A questa doppia natura dell’Arno corrispondono due sistemi di manufatti che denunciano la relazione tra città e fiume: i vari elementi fisici e tecnologici che costituiscono il sistema di monitoraggio e controllo e gli elementi architettonici di protezione dei ponti di attraversamento. Il progetto si baserà sull’analisi di questi due sistemi, costituiti da oggetti che appartengono a tipologie dotate di una propria storia anche nell’ambito dell’arte e dell’architettura, e del loro rapporto con lo spazio urbano di Gallarate, con l’obiettivo di arrivare, attraverso la realizzazione di uno o più opere, esposte nella sede della Pro Loco di Gallarate, a una sintesi di questa doppia natura del fiume.

Accanto alla ciminiera di via Rusnati, Ludovica Carbotta (Torino, 1982) presenterà Monowe Maga, la progettazione di una città per un solo abitante. Monowe ricalca la struttura della polis, con tutti i suoi sistemi, le sue infrastrutture, costringendolo a uso privato e individuale. Monowe riproduce un sistema comunitario in una versione per il singolo, contraddicendo il significato stesso di città-polis e rappresentando l’esasperazione di processi di speculazione edilizia secondo lo schema delle gated communities: un luogo talmente esclusivo da diventare una sorta di prigione nella quale l’unico abitante decide di viverci spontaneamente. Per Gallarate, l’artista piemontese realizzerà una delle strutture di Monowe, ovvero un ponte di osservazione sulla città sottostante.

Altri artisti hanno invece privilegiato problematiche connesse con la natura: la sua definizione all’interno di paesaggi industrializzati, la sopravvivenza e la forza evocativa e narrativa che ancora può suggerire.

È il caso di Gallarate Hardcore di Luca Bertolo (Milano, 1968), frutto di un’azione che vedrà, inizialmente, la raccolta, lungo gli argini dell’Arno, di alcuni frammenti di origine naturale (piante, rocce, microorganismi) e artificiale (cocci, pezzi di plastica, e altro) che verranno poi copiati dal vero, in scala 1:1, con matite colorate su carta. Questi disegni saranno successivamente esposti all’interno del MA*GA e stampati su grandi poster, affissi a Gallarate.

O ancora di Christiane Löhr (Wiesbaden, 1965) e Luca Francesconi (Mantova, 1979) che si confronteranno con la collezione del Museo Archeologico della Società Gallaratese per gli Studi Patri. In particolare, le sculture dei due artisti dialogheranno idealmente con il torrente Arno che scorre proprio a fianco dell’edificio che ospita il museo e di Ettore Favini (Cremona, 1974) che, per il Premio Gallarate 2016, ha studiato il progetto Private view. 2016 che vedrà la realizzazione di una piccola seduta trasportabile, che il pubblico potrà prendere in prestito e spostare lungo la riva dell’Arno, al fine di godere la propria visione privata del torrente e conservare un ricordo piacevole di uno luogo o una memoria legata a esso. Contemporaneamente, all’interno del MA*GA, Favini installerà un neon azzurro che riproduce il corso attuale del fiume, oltre a un libro sul quale i visitatori scriveranno le emozioni derivate dalla loro visita personale al torrente stesso.

Un’ultima sezione è invece dedicata a considerazioni che toccano oltre ai luoghi e alle esperienze che abbiamo di essi, anche alcuni aspetti di carattere più sociale che investigano la comunità come corpo fluido e le pratiche, le memorie e i comportamenti che li caratterizzano.

Marzia Migliora guarderà al passato industriale di Gallarate, alla sua imponente produzione oggi in profonda crisi; Luca Francesconi affronterà temi anche più connessi ai cicli della natura, alla cultura contadina e all’utilizzo di oggetti e materie elementari, primitive.

Flussi (interrotti) di parole è il titolo del progetto di Cesare Pietroiusti (Roma, 1955) che vedrà una prima fase in collaborazione con tre centri per malati di Alzheimer, in cui gli ospiti si riuniscono per raccontare quello che si ricordano della loro vita. Le registrazioni di alcune di queste testimonianze saranno poi rivisti da Pietroiusti per giungere alla formulazione di alcune brevi storie. Successivamente, si avvierà un laboratorio con un gruppo di studenti gallaratesi per produrre, da un lato, dei disegni che saranno esposti al MA*GA e, dall’altro, trascrivere coi gessi scolastici sui marciapiedi o sulle strade di Gallarate i “Flussi interrotti di parole”.

Il catalogo verrà pubblicato e presentato durante la mostra e conterrà tutta la documentazione delle opere prodotte in occasione della XXV Edizione del Premio Gallarate e gli atti della Giornata di Studi del 14 maggio 2016.

Il Premio Nazionale Arti Visive “Città di Gallarate”, sostenuto da Comune di Gallarate, Fondazione Cariplo e Mibact, è parte del programma di OFFICINA CONTEMPORANEA [OC] – Sistema Culturale Urbano, il progetto sostenuto da Fondazione Cariplo ed elaborato da undici istituzioni attive nella città di Gallarate nei diversi ambiti che contraddistinguono la cultura contemporanea.

 

URBAN MINING
RIGENERAZIONI URBANE
XXV edizione del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate
15 maggio – 17 luglio
Inaugurazione: sabato 14 maggio ore 19.00
A cura di Michele Dantini, Carolina Italiano, Adachiara Zevi, Alessandro Castiglioni, Lorena Giuranna, Alessio Schiavo e Emma Zanella
Gli artisti: A 12, Luca Bertolo, Ludovica Carbotta, Ettore Favini, Luca Francesconi, Christiane Löhr, Marzia Migliora, Cesare Pietroiusti, Luca Trevisani
Museo MA*GA, via De Magri 1 Gallarate
Orari: Martedì-Venerdì, 10.00-18.30, Sabato e Domenica, 11.00-19.00
Ingressi: € 5,00 intero; € 3,00 ridotto per studenti fino ai 26 anni, over 65, tesserati FAI – Fondo Ambiente Italiano e residenti in Gallarate.
Scuole: la didattica per le scuole è attiva dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.000. Ogni progetto può prevedere uno o più incontri a discrezione degli insegnanti. E’ possibile prevedere incontri e laboratori a scuola con modalità e temi da concordare. I gruppi sono da intendersi per un massimo di 20 partecipanti. Per info e prenotazioni: 0331706051/52

Museo Archeologico della Società Gallaratese per gli Studi Patri.
Via Borgo Antico 4 Gallaratese
Orari: Venerdì, sabato e domenica 9,30 – 12,30/15-18
Ingresso gratuito

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 aprile 2016
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