“Ci siamo goduti il primo posto nel Mondiale. Ora però inizia il bello”

Il team Vamag di Gianfranco Crosta ha vinto all'esordio nell'iridato Supersport con Rolfo, su MV. «Ripetersi è difficile, lavoriamo per provarci»

Roberto Rolfo e il Team Vagam MV Agusta

Due settimane fa, la splendida sorpresa: Roberto Rolfo, in sella a una varesinissima MvAgusta, ha vinto all’esordio del Mondiale Supersport portando sul gradino più alto del podio il Team Vamag, squadra con sede a Cassano Magnago (e factory a Mantova). Una grande gioia, per Gianfranco Crosta, imprenditore di Tradate che con la sua azienda dà il nome – Vamag, appunto – alla squadra corse “alleata” con la Schiranna.

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Ora, alla vigilia della seconda tappa iridata – si corre a Buriram, in Thailandia, tra venerdì 10 e domenica 12 marzo – il Team Vamag è pronto a ripartire non senza aver rinnovato la fiducia nel proprio lavoro, come sottolinea proprio Crosta. «Nei giorni scorsi ci siamo goduti il primo posto nel Mondiale, che non è una cosa che capita spesso – sorride – Ora però inizia il difficile: ripetersi non è una cosa semplice, ma abbiamo intenzione di fare bene».

Lo ha detto lei: “ora viene il bello”. Ma prima di correre e vincere in Australia quali erano gli obiettivi del vostro team?
«Una premessa: quest’anno, con queste moto, io credo ci siano molti piloti in grado di vincere almeno una gara, soprattutto fino a quando Sofuoglu (cinque volte campione di Supersport) sarà fuori dai giochi per l’infortunio. Nel gruppo ci siamo anche noi, con Rolfo, come abbiamo dimostrato a Phillip Island. Realisticamente però, il nostro obiettivo è quello di arrivare in fondo a ogni gara restando nelle prime 8/10 posizioni, provando a inserirci tra i primi cinque. Poi ogni pista e ogni gran premio fanno gara a sé. Dico questo anche per rispetto verso i nostri avversari: ci sono tante ottime moto che daranno vita a gare “tirate” fino all’ultimo».

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Il podio della Supersport in Australia / foto SBKWorld

In Australia avete battuto anche la “casa madre” Mv Agusta: com’è il rapporto con la Schiranna?
«Naturalmente c’è sempre un po’ di rivalità sportiva, e fa un po’ sensazione che nella prima gara Rolfo abbia fatto meglio dei piloti ufficiali. Però è giusto dire che a Phillip Island, pista adatta alle nostre moto, MV Agusta ha espresso grandi potenzialità con tutti i mezzi, compreso quello di Roberto. Il rapporto tra la noi e la Schiranna comunque è molto buono: sia il team manager Quadranti, sia il suo braccio destro Quintarelli si sono sempre dati da fare per venire incontro ai nostri bisogni, pur in una situazione aziendale non delle più facili. Personalmente mi auguro che le vicissitudini che sta vivendo l’azienda volgano al meglio al più presto».

In pista il Team Vamag manda un pilota come Roberto Rolfo, uno che ha duellato ad altissimo livello anche nel Motomondiale. Per voi che valore ha la sua presenza?
«Credo che Roberto, che fu secondo di un soffio in un Mondiale 250, abbia sofferto il passaggio su moto che “non erano le sue”, a livello di dimensioni. Rolfo ha una professionalità che raramente ho visto anche in piloti che gareggiano nelle massime categorie: è sempre allenato alla perfezione, è professionale ai massimi livelli e ha un fisico eccellente, considerando che va per i 37 anni. Inoltre ha un’esperienza tale da saper limitare al minimo gli errori. Forse non ha nelle sue corde il “giro super”, ma in una gara di trenta tornate ha una regolarità e una continuità che sono decisive».

Come è avvenuta la scelta di mettere in pista una sola moto?
«Siamo un team giovane, questo per noi è solo il secondo anno in una categoria che, non dimentichiamolo, ha respiro mondiale. Nel 2016 siamo andati incontro a una lunga serie di problemi, quindi abbiamo deciso di concentrarci su un solo mezzo e su un solo pilota. Diciamo che l’avvio del campionato ci sta dando ragione! Tra l’altro, vogliamo continuare a fare le cose bene: dopo la Thailandia la moto volerà ad Aragon per la terza gara, poi la riporteremo a Mantova per una serie di interventi volti a migliorare il motore».

Per concludere, cosa si aspetta dalla MV Agusta Vamag impegnata a Buriram?
«La pista thailandese non dovrebbe creare particolari difficoltà alla nostra moto. Certo, rispetto all’Australia il rettilineo è un po’ più lungo, ma il resto della pista è tutto “guidato” e Rolfo può rifarsi e mantenersi in quelle posizioni che ci auspichiamo. Proveremo di nuovo a fare bene, poi vediamo a che punto saremo sul traguardo».

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 09 marzo 2017
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