Busto dedica una via alle aquile randagie, gli scout “antifascisti”

La dedica nell'ambito delle iniziative per i 100 anni dello scoutismo cittadino. Il gruppo continuò a svolgere attività nonostante il divieto fascista e ne fece parte anche il senatore e sindaco emerito Gianpietro Rossi

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Foto varie

Nell’ambito delle celebrazioni del centenario dello scoutismo cattolico cittadino, l’Amministrazione comunale ha accolto la richiesta dei gruppi AGESCI Busto Arsizio 1, Busto Arsizio 3, Busto Arsizio 5, MASCI Compagnia Busto Arsizio 2 di intitolare la via della città situata di fronte all’ingresso della sede del Gruppo Busto Arsizio 3 tra via Pepe e via Espinasse alle Aquile randagie.

Si tratta di un gruppo di Scout che durante il regime fascista continuò, nonostante il divieto, a svolgere attività scoutistica e diede il via a una formazione di Resistenza non armata che contribuì a salvare dalla persecuzione fascista migliaia di persone di ogni fede politica, impegnandosi in prima persona per la democrazia e la libertà.

L’intitolazione rientra anche nell’iniziativa Pietre vive che negli ultimi anni ha dato a numerosi luoghi significativi della città il nome di personalità esemplari in diversi campi, trasformando le nude pietre in viva testimonianza.

La cerimonia dell’intitolazione è in programma sabato 27 maggio alle ore 16; sarà presente il vicesindaco Stefano Ferrario, vicino al movimento scout cittadino avendone fatto parte nel gruppo Busto 3; saranno ovviamente presenti gli scout bustesi, i giovani d’oggi e gli anziani di ieri, giovani di sempre, fra questi uno degli “scout disobbedienti” bustesi, il senatore ex sindaco Giampietro Rossi che con altri ragazzi iniziò in città le attività scout nel 1943; sarà presente il presidente della Fondazione “mons. Andrea Ghetti-Baden” (un prete cresciuto nel gruppo delle Aquile randagie) che si è assunta il compito di conservare la memoria del Gruppo e divulgarne i valori. Ci saranno anche il Raggruppamento Alfredo di Dio e l’Anpi a celebrare la memoria di questi loro compagni partigiani.

Busto Arsizio, che già ha dedicato una strada (nella zona industriale) al fondatore degli scout Robert Baden Powell, sarà la seconda città in Italia a dedicare una strada alle Aquile Randagie; la prima è stata Pisa che intitolò nel 2015 il viale centrale della tenuta di San Rossore, luogo dove l’anno precedente si era svolto il raduno dei 30.000 scout; anche Genova ha voluto intitolare al Gruppo un piccolo parco cittadino nel 2011.

La sera dello stesso 27, nell’oratorio della parrocchia di San Giuseppe in viale Stelvio 27, si terrà lo spettacolo di “Quelli delle Aquile Randagie”, un complesso musicale di scout che propone musiche e canti del periodo della clandestinità, intercalati da filmati e immagini dei campeggi clandestini in stridente confronto con immagini della propaganda fascista.

Così Carlo Valentini, a nome dei gruppi scout, spiega come operarono le Aquile randagie: “nel 1928 il regime fascista per dare il massimo spazio alle attività dell’Opera Nazionale Balilla per la formazione della gioventù, vietò con una apposito decreto legge le attività degli scout, in particolare dell’associazione cattolica (ASCI) fondata nel 1916, che contava già più di trentamila aderenti. Diversi gruppi in tutta Italia vollero disobbedire alla legge e continuarono clandestinamente a fare le tipiche attività; un solo gruppo però riuscì ad operare e durare, come si era proposto eroicamente, “un giorno in più del fascismo”; operò tra Milano e Monza e fu guidato da un giovane capo, Giulio Cesare Uccellini; si chiamarono “Aquile Randagie” simboleggiando nel nome il desiderio di libertà e la condizione di “senza casa”, alla ricerca di complicità e rischiose ospitalità.

Nel 1943 molti di questi ragazzi, diventati adulti, hanno dato vita ad una formazione di resistenza non armata, l’OSCAR, che ha fatto espatriare dai valichi varesini verso la Svizzera oltre 2200 ricercati di ogni fede politica”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 maggio 2017
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