Finisce l’era della segreteria Bianchi: “tanti ottimi risultati, peccato la sconfitta a Varese”

È stato il segretario provinciale più longevo. Arrivato al termine della lunga stagione bossiana, lascia con Salvini al governo: "Lascio partito unito"

matteo bianchi

Dopo 6 anni alla guida della Lega in provincia di Varese Matteo Bianchi, il segretario più longevo che ha avuto il partito, ha terminato venerdì sera il suo incarico con l’ultimo direttivo provinciale. Si apre ora ufficialmente la stagione congressuale che porterà il partito a scegliere una nuova guida nel congresso di metà ottobre.

Bianchi, eletto nel 2012 a soli 33 anni, ha vissuto il suo battesimo del fuoco nella stagione più dura che il partito abbia mai affrontato con la lotta fra la corrente Maroniana dei “barbari sognanti” è quella dei Bossiani. Esponente della prima, Bianchi venne eletto con l’85% dei consensi. Da allora di acqua sotto i ponti del Carroccio ne è passata tantissima passando dallo slogan “Prima il Nord” che porto Roberto Maroni in Regione Lombardia alla politica sovranista del “Prima gli italiani” che ha portato Matteo Salvini alla vicepresidenza del Consiglio dei ministri e al ministero dell’Interno.

Una svolta epocale per il partito che anche in provincia ha dovuto gestire questa transizione cullata, però, dai risultati nelle urne che di sicuro hanno reso tutto più facile.

“Sono soddisfatto di questi 6 anni di incarico – racconta Bianchi in questa ultima fase alla guida del partito -. Abbiamo rosicchiato lentamente ma con costanza tanti comuni al centrosinistra e per me ogni vittoria è stata un momento speciale”

Quale è stato il momento più duro del suo incarico?

“Ovviamente la sconfitta nella città di Varese dopo 23 anni è stato il momento più difficile. Sono convinto che dopo tanto tempo poteva capitare, anche il Real ogni tanto perde una partita, ma è stato comunque un periodo complicato”

Quale è stata la parte più difficile di questi 6 anni?

“In questi anni credo di essere stato un punto di equilibrio politico ed umano del nostro partito. Ci sono 900 militanti e molti sindaci da tenere uniti e questo spesso è stato difficile e logorante. Spero di essere riuscito a farlo nel modo migliore”

Che partito lascia al suo successore?

“Un partito che ha raggiunto un risultato incredibile ma che deve restare con i piedi per terra e non smettere di lavorare comune per comune, elettore per elettore. Io accompagnerò comunque il mio successore anche nella partita delle elezioni provinciali che si aprirà a breve ma adesso continuerò il mio impegno nella commissione politiche europee, della quale sono stato eletto segretario, mettendo tutte le cose be ho imparato nel mio impegno internazionale nel comitato delle regioni”

E Morazzone? Dopo la sua esperienza da sindaco cosa accadrà?

“Mi ricandiderò al consiglio comunale ma lascerò spazio ad altri nei ruoli chiave per far crescere nuove persone”

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 24 giugno 2018
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