Il ritorno di Luisa Oprandi: dirigerà il comprensivo Don Rimoldi
La preside lascia la scuola di Cunardo a causa di problemi famigliari. Ritorna nel suo quartiere: "Un ambiente che conosco bene e per il quale mi sono battuta da consigliere"
Luisa Oprandi lascia la Valcuvia per tornare a Varese. È stata accolta, infatti, la sua domanda di trasferimento e il prossimo anno sarà alla guida del comprensivo Don Rimoldi : « È stata una necessità per problemi famigliari – spiega la dirigente – avevo bisogno di un luogo di lavoro vicino a casa e mi è capitato questo comprensivo che è proprio a pochi passi da dove abito».
Diventata dirigente nel 2014, Luisa Oprandi aveva scelto il Vaccarossi dove è rimasta anche lo scorso anno rinnovando la scelta al termine del primo contratto triennale: « Mi trovavo molto bene a Cunardo. Avevo instaurato un ottimo rapporto con i sindaci dei diversi comuni, mi conoscevano bene, facevo la spesa in quei negozi. E poi ho avviato tanti progetti bellissimi insieme con i docenti ma anche le famiglie. Per questo, pur venendo via, rimango a disposizione per continuare i lavori avviati». Tra tutti, ce n’è uno che sta particolarmente a cuore a Luisa Oprandi: « Siamo stati scelti scuola polo per il Nord Italia per l’applicazione delle indicazioni nazionali. Occorre lavorare con il tavolo tecnico e le altre due scuole polo per il Centro e il Sud Italia per fornire le valutazioni sul campo. È un impegno gratificante, un risultato importante per la scuola e il territorio».
Luisa Oprandi si porterà dietro un bagaglio di sperimentazioni e progetti avviati con successo al Vaccarossi: « Mi confronterò con il collegio docenti, le famiglie e il territorio. So di arrivare in ambiente che ha punte di eccellenza. Arrivo in un territorio che conosco bene e quindi voglio avviare un dialogo con tutti per creare un ambiente proficuo e stimolante di crescita. Qui ho sostenuto molte battaglie in passato in difesa della stessa scuola Don Rimoldi quando si pensò di doverla chiudere ma anche della primaria di Valle Olona su cui vale ancora la pena insistere per portarvi progetti qualificanti. Dopo 4 anni trascorsi in auto, recupererò la dimensione cittadina: mi muoverò a piedi e con il pullman. Ci torno con il cuore perché è casa mia e conosco l’ambiente per essermi impegnata anche in passato nelle istituzioni. È un ritorno necessario e positivo».
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