L’esilio svizzero di Luigi Einaudi
Il film presentato al festival di Soletta dal 24 al 27
Presentato con successo durante il Festival Internazionale del Film di Locarno 2000, il documentario Luigi Einaudi, diario dell’esilio svizzero viene presentato alle Giornate cinematografiche di Soletta 2001. In lingua originale (italiano) e sottotitolato in tedesco, due sono le proiezioni organizzate: il primo appuntamento presso il Landhaus mercoledì 24 gennaio alle 12:00, mentre il secondo è per sabato 27 gennaio alle 18 presso il Cavana Club.
Il film, tratto dall’opera che lo stesso Einaudi scrisse durante il suo esilio svizzero Diario dell’esilio, inizia quando l’8 settembre 1943, temendo di finire come ostaggio nelle mani dei nazifascisti, il settantenne Luigi Einaudi (economista, intellettuale liberale, professore e rettore dell’Università di Torino e il futuro presidente della Repubblica Italiana, il primo dal dopoguerra) è costretto a lasciare le sue colline di Dogliani e la sua Torino occupata dalle camicie nere e dalla Wehrmacht. Raggiunge la Svizzera, attraversando a dorso di mulo il passo del Col Fenêtre nella Valle d’Aosta. È ‘la fuga dei popoli dinanzi al barbaro‘, scrive Einaudi nel suo Diario. Il film diretto da Villi Hermann e coprodotto dalla Imago Film e dalla RTSI televsione svizzera con i contributi dell’Ufficio federale della cultura di Berna e del Dipartimento all’istruzione di Bellinzona, oltre ad avvalersi della voce narrante dell’attore Omero Antonutti, vanta inoltre la riscoperta di inedite fotografie del periodo bellico del fotografo svizzero Christian Schiefer, morto a 102 ani nel 1998 e di cui spesso le foto vennero pubblicate senza nome. |
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