Al via la festa di San Biagio 2001

Due appuntamenti, previsti per sabato e domenica dopo la Messa, per festeggiare il santo protettore della gola cui l'antico borgo valcuviano ha dedicato una chiesa

A Cittiglio, a 200 m circa dalla stazione e dall’ospedale, sorge uno degli edifici sacri più antichi della Valcuvia: la Chiesa di San Biagio (il santo protettore della gola) che, dall’alto della omonima collina, domina l’abitato di Cittiglio. Dal sagrato, durante le belle giornate, si gode la vista panoramica, anche di una parte del lago Maggiore, sovrastato dalla catena alpina del Monte Rosa, e della Valcuvia.

Questa chiesa è un monumento romanico che gli esperti, dall’analisi architettonica del campanile, fanno risalire intorno all’anno mille per via "della foggia arcaica e della bifora e del capitello a stampella" (C.M. Magni e A Finocchi). Al suo interno si conservano alcuni dipinti databili intorno ai primi anni del 1500. I documenti più antichi, oggi conosciuti, che ci parlano di questa chiesa sono 2 atti notarili rogati nel giugno 1235. La chiesa fu beneficio della famiglia Besozzi sino al IXX secolo quando passò in mano alla parrocchia di Cittiglio che tuttora ne è proprietaria e la gestisce.

Durante gli anni la chiesa subì diversi rimaneggiamenti e modifiche che contribuirono, progressivamente, a snaturarne il suo aspetto. Proprio per restaurare e recuperare l’edificio si è costituito a Cittiglio, nel 1988, il "Gruppo Amici di San Biagio" che, d’intesa con la parrocchia, ha predisposto un progetto d’intervento (approvato dalla Soprintendenza) e si è attivato per recuperare i fondi necessari ad eseguire le opere previste.

In questi anni, grazie al lavoro di tanti volontari, alla partecipazione della gente ed alle offerte fatteci pervenire da Enti, Associazioni e Ditte operanti sul nostro territorio, il "Gruppo Amici di San Biagio" è riuscito ad investire circa 160 milioni per il restauro di questa chiesa.

Le principali opere che in questi 12 anni sono state portate a termine, possono essere schematicamente riassunte nei seguenti punti: Approntamento del progetto di restauro di tutto l’edificio a cura dell’Arch. G. Pozzi di Gemonio. Tale progetto è stato approvato dalla Soprintendenza il 19 aprile 1990; effettuazione di sondaggi per l’individuazione di eventuali affreschi sotto gli intonaci – (1991); rifacimento del tetto e la demolizione di una soletta interna, realizzata nei primi anni del ‘900, che deturpava le caratteristiche originarie della chiesa – (1992); rimozione degli intonaci interni e di quelli ammalorati della facciata – (1994); messa in luce dell’arco, con tracce di antichi affreschi, posto sopra la porta di ingresso alla chiesa e restauro dei dipinti in essa conservati – (1995); sostituzione dei contorni (spalle, cappello e soglia) della porta d’ingresso alla chiesa con altri in granito più intonati all’antichità dell’edificio – (1995); rifacimento in legno massello di castagno, della porta d’entrata dell’edificio sacro, ad opera di un artigiano del luogo – (1996); ristemazione del presbiterio ove sono collocati l’ambone e la mensa fissa per la celebrazione della S. Messa, per adeguare l’edificio sacro alle norme liturgiche oggi in vigore – (1999); recupero (aprile 1999) delle pareti interne della chiesa con un tipo di intonaco che valorizza l’ambiente e le murature esistenti nonché contemporaneo restauro della facciata esterna; sistemazione di tutto il locale sacrestia (novembre 1999) con recupero e risanamento delle antiche murature interne; restauro – ad opera di uno specialista – del bel paliotto in scagliola dell’altare (opera della prima metà del XVIII secolo), intaccato dall’umidità e rotto in più punti.

Complessivamente tali interventi hanno valorizzato le linee romaniche dell’edificio sacro che ha così recuperato parte del suo aspetto primitivo;

Occasione per poter visitare la chiesa di San Biagio e rendersi conto dei lavori fin qui svolti sarà la prossima festa di San Biagio che si celebrerà – come ogni anno – la sera del 3 febbraio (ricorrenza del santo), con il seguente programma:

  • ore 20,30
  • S. Messa con benedizione della gola; al termine, incanto dei canestri, falò, panettone e vin Brulè;

    La festa – che si svolgerà con qualunque condizione di tempo – sarà "replicata", come consuetudine, anche la mattina della domenica successiva, 4 febbraio:

    • ore 10,30
    • S. Messa con benedizione della gola; al termine, distribuzione del pane benedetto e incanto dei canestri.

      Questi appuntamenti rinnovano un’antichissima tradizione popolare che, di anno in anno, si è tramandata sino a noi, riuscendo, però, a mantenere e conservare la sua originale impronta di momento di fede, vissuto in maniera comunitaria.

      Quanto verrà raccolto durante la festa sarà destinato alla prosecuzione del restauro dell’antica chiesetta romanica, è, infatti, intenzione del "Gruppo Amici di San Biagio" proseguire – quanto prima – con i lavori al fine di: rifare il pavimento della navata (d’intesa con la Soprintendenza Archeologica della Lombardia), realizzare l’impianto elettrico e predisporre l’impianto di amplificazione e predisporre l’impianto di riscaldamento,

      Questi lavori, unitamente a quelli già eseguiti sino ad oggi, permetteranno di fare un bel passo avanti nel completamento del restauro dell’antica chiesa valcuviana.

A cura di Antonio Cellina – Presidente Gruppo Amici di San Biagio –

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Pubblicato il 03 Febbraio 2001
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