Carnevale Bosino: una tradizione lunga un secolo

La festa mascherata dell'anno ha avuto un recente revival cittadino grazie proprio all'impegno ed al lavoro della Famiglia Bosina

Una delle manifestazioni più attese ed anche più caratteristiche di Varese è sicuramente il Carnevale, da sempre curato dalla Famiglia Bosina

Qual è il ruolo della Famiglia Bosina nella festa del carnevale?

Che ruolo aveva ed ha il carnevale bosino?

Fu la Famiglia Bosina a lanciare il concorso per la maschera varesina?

Che ruolo ha il Re Bosino?

M. L. La figura del re Bosino è stata anch’essa voluta dal professor Talamoni ed ha sempre avuto una valenza critica nei confronti del potere e di chi comanda. Ancora oggi il discorso del Re il giorno di sabato grasso, durante la sfilata conclusiva del carnevale, non risparmia nessuno.C.M. Varese non possedeva una maschera caratteristica che rappresentasse la città. Nel 1956 l’Associazione bandì un concorso che venne vinto da Giuseppe Talamoni. Dalla sua fantasia nacque Pin Girometta, un personaggio particolare ispirato alla tradizione locale. Da diversi anni Loris Baraldi veste la maschera di Pin GiromettaM.L. In passato il carnevale aveva un ruolo importante poiché vi erano pochissime feste durante l’anno e questa era l’occasione per riunire tutta la città. La folla di gente che accorreva era talmente numerosa che non si riusciva nemmeno a camminare. Davanti al corteo vi erano degli uomini vestiti da cavalli che facevano strada tra la gente. Dietro di loro arrivavano i carri e la sfilata delle maschere. A Varese il carnevale bosino ha subito un importante revival a partire dal 1995.
C.M. La Famiglia ha il compito di organizzarlo, sotto, naturalmente, l’egida del Comune di Varese. L’associazione da sola non avrebbe mai i fondi necessari per realizzarlo. Bisogna però fare una distinzione tra il carnevale di una volta e quello più recente. Negli anni Venti e Trenta i carri venivano costruiti dalle associazioni e dalle corporazioni di mestieri, esisteva per esempio il carro degli universitari, dei commercianti di vino ecc.. È rimasto celebre nella memoria proprio il carro dei commercianti di vino nel carnevale del 1927, che fece ubriacare mezza Varese. Esso infatti distribuì gratuitamente a tutti bottiglie di vino a forma di grappolo. Nell’immediato dopoguerra si rifece qualcosa del genere però in sordina.
Ultimamente, invece, non sono più le associazioni a costruire i carri ma i rioni, spesso con l’aiuto delle parrocchie e degli oratori. Gli stessi rioni che a maggio si ritrovano a concorrere al palio.
Per tradizione il primo giorno di festeggiamento il Sindaco di Varese consegna le chiavi al Re Bosino , che regge la città per una settimana. L’attuale Re è Natale Gorini, uno dei più grandi poeti dialettali.

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Pubblicato il 25 Febbraio 2001
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