Con “Il martedì dei professori”, l’Università entra nella città

Alla Palazzina della Cultura di via Sacco si è svolto il primo di cinque incontri dedicati a temi di attualità. I professori Paolo Cattorini, esperto di bioetica, e Francesco Pasquali, genetista, hanno discusso di clonazione

 

Insciallah. Si è aperta forse una nuova stagione delle relazioni tra città e Università dell’Insubria. Alla Palazzina della Cultura di via Sacco, si è svolto, infatti,  il primo di una serie di cinque appuntamenti: "il martedì dei professori". L’iniziativa proseguirà fino a giugno, un martedì al mese nel quale i professori dell’Insubria si confronteranno su temi di attualità. Nel primo di questi appuntamenti si è parlato di clonazione, ovvero il futuro e il presente. Altissimo e interessante il livello del dibattito, ad affrontarlo c’erano due studiosi e professori universitari: il genetista Francesco Pasquali e l’esperto di bioetica Paolo Cattorini. Di fronte a loro una platea composita: studenti, cittadini comuni e professori universitari. 
Nel marasma di notizie, allarmismi, preoccupazioni scenari possibili e probabili che circondano il tema della clonazione, l’incontro, per i molti presenti,  è servito a fare chiarezza e ad inquadrare razionalmente i problemi scientifici ed etici legati alla clonazione.  

Molti i quesiti affrontati dai due relatori. L’embrione è o non è persona? E’ meritevole di tutela? C’è fin dall’inizio un’individualità forte nell’embrione? L’individualità è tutta riconducibile al genoma? Lo scienziato che si occupa di clonazione deve dare una definizione del problema solo se è utile alla sua risoluzione? 

Secondo il professor Paolo Cattorini, che parte da una posizione kantiana, ovvero bisogna trattare l’umanità che è negli altri come fine e non come mezzo, il problema è trovare concetti intermedi tra embrione e persona, perché il grosso fraintendimento sarebbe legato all’identificazione della persona con il suo genoma. «Quando parliamo di embrione, parliamo di qualcosa che non è persona per un po’ di tempo, ma nessuno mette in discussione che negli stadi successivi di crescita lo diventi. Il problema è dunque stabilire se c’è fin dall’inizio un’individualità forte e se occorre elaborare un intermedio tra embrione e persona, come ad esempio quello di individuo". L’attribuzione di soggettività all’embrione, individuo o persona che sia, richiama il problema della sua tutela. "Io ritengo che l’embrione- ha continuato l’esperto di bioetica- sia meritevole di tutela, anche se non rientra nella definizione di persona ». 
Cattorini ribadisce inoltre  l’importanza della rappresentazione che l’uomo fa degli scenari possibili. Film, libri e quant’altro scaturisce dalla fantasia avrebbero una funzione importante, perché aiutano a decifrare ea d esteriorizzare le nostre paure, facendoci confrontare con questi temi.

Il genetista Francesco Pasquali rifugge invece dalle definizioni assolute di Cattorini. «A me interessa la definizione del problema solo se è utile alla sua risoluzione. Se io prendo in mano un uovo di gallina e mi chiedo se è un pollo, risponderò affermativamente, se intendo che in quell’uovo è contenuto tutto il genoma di un pollo. Se devo rispondere in termini di soddisfazione alimentare risponderò di no, è un uovo e non un pollo. Non dobbiamo mai dimenticare l’utilità: clonare una pecora dal punto di vista scientifico era utile. I progressi della biologia molecolare, della fecondazione assistita, della terapia genica sono otto gli occhi di tutti. Cio’ non toglie l’esistenza di problemi etici, ma questi vanno distinti da quelli scientifici». Il genetista ha poi tranquillizzato quanti già in platea si immaginavano scenari alla Frankeistein o un’invasione di bambini venuti dal Brasile. «Scenari divertenti per un film, ma assolutamente non realistici».

Prossimi appuntamenti 6 marzo, 15 aprile, 15 maggio, 15 giugno. La partecipazione è aperta tutta la cittadinanza

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Pubblicato il 14 Febbraio 2001
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