Criminalità a Malpensa: gli anticorpi dell’integrazione

Si allarga il dibattito sull’allarme mafia lanciato dal Csm. Nel comune più vicino all’aeroporto gli stranieri hanno una rete di socialità

Più che da una fiaccolata contro i clandestini, il problema criminalità potrebbe essere aggredito da una equa separazione tra gli stranieri che vogliono vivere e lavorare onestamente e quelli che hanno rapporti con le organizzazioni criminali. E’ un’affermazione banale, ma ha un risvolto pratico, a sentire l’assessore ai servizi sociali Patrizia Brambilla, nel progetto di integrazione sociale del comune di Somma Lombardo, iniziato nel 1999, e ribattezzato, senza molti fronzoli, Verso una città multietnica e multiculturale.

All’indomani dell’allarme criminalità Malpensa, lanciato la settimana scorsa dal Csm, il dibattito sulla brughiera terra di mafia si allarga e coinvolge istituzioni, partiti e cittadini. Sabato sera, una manifestazione a Busto Arsizio contro i clandestini è stata chiusa da Umberto Bossi, di ritorno dalla pizza margherita all’ombra del Vesuvio. E solo l’inquietante scoperta che a Novi Ligure era stata la piccola Erika e il suo fidanzatino Mauro-Omar a straziare i corpi della madre e del fratellino ha placato una polemica politica esasperata.

Al riparo dai clamori, tra le sale scorticate dai lavori di ristrutturazione di palazzo Viani Visconti, l’assessore Brambilla e Valentina Ameta, mediatrice culturale albanese, assunta a contratto con 60 ore mensili dal comune, ci spiegano come fa un’amministrazione di centrosinistra a dire qualcosa di centrosinistra.

Somma Lombardo è passato da un totale di 256 stranieri registrati nel 1996 agli attuali 432. In prevalenza marocchini, albanesi, indiani e pakistani. Sopravvissuta all’harakiri parlamentare della sinistra, la giunta Brovelli, nata quando l’Ulivo era l’Ulivo, mise in piedi un progetto che coinvolge oggi amministrazione e chiesa cattolica. Un protocollo d’intesa con la Caritas per la gestione di un centro d’ascolto parrocchiale, con un tavolo di consultazione che abbia anche un rappresentante del comitato multietnico, ne sancisce la collaborazione. Il comitato rappresenta invece l’incontro con le comunità degli immigrati. "Il comitato multietnico si riunisce una volta ogni due mesi – spiega l’assessore – ed è formato dai rappresenti delle varie nazionalità. Si affrontano i problemi dell’integrazione. Ora ci stiamo occupando del caro affitti". Da questo momento assembleare, si snodano poi la varie attività del quotidiano. Un corso di italiano per adulti frequentato oggi da 75 persone, un corso Eda per la licenza elementare con 12 studenti, un incontro settimanale di orientamento per gli adolescenti, un giorno alla settimana dedicato ai bambini, un progetto donne con incontri sulla salute, l’igiene, i figli ecc.. Da due anni alcune mamme possono anche usufruire di uno spazio ludoteca per i bambini, in via Garibaldi. Tutto possibile anche grazie alla figura della mediatrice culturale: Valentina Ameta.

A cosa serve una mediatrice culturale? Risponde Valentina: "E’ la persona che permette di approfondire i problemi di chi è straniero per aiutare le persone a inserirsi nella realtà. Chi conosce la radici e le culture degli immigrati può meglio gestire la situazione, e può sburocratizzare il rapporto con lo Stato e gli enti locali. Faccio anche consulenza alle coppie miste. A volte viene da me un marito italiano che mi chiede perché la moglie tiene così a tanto a certe cose. E io cerco di spiegarglielo".

"Un lavoro di integrazione – ci racconta Valentina – toglie spazio alla criminalità. Pensiamo che uno straniero che arriva qui è molto solo, non conosce la lingua, ed è avvicinato da ogni tipo di sfruttatore. Faccio un esempio, il comune aderisce al protocollo d’intesa della Provincia sullo sportello immigrati. Se in ogni comune, o almeno in quelli più grandi, ci fosse un funzionario che spiegasse come fare i documenti, ci sarebbe meno sfruttamento. E’ meglio andare gratis in un comune che a pagamento da uno sfruttatore, no?".

"Sono le stesse comunità, poi, che ci tengono a dare una buona immagine di sé. Riunire gli stranieri permette di creare una rete che non ti fa sentire isolato".

L’obiettivo dell’amministrazione sarebbe quello di trasformare il comitato multietnico in una Onlus. Un obiettivo che andrà raggiunto per gradi. Nel frattempo, il 10 marzo, ci sarà spazio per una festa della donna multirazziale, organizzata dall’Associazione "Comitato di partecipazione per la salute della donna". Un’altra iniziativa di richiamo, dopo Coloriamo Somma, happening con mostra di pittura che si svolse ad ottobre. Nessuna donna è straniera, sarà una giornata dedicata al femminile, e sarà l’occasione per rilanciare la necessità di aggregazione come anticorpo alle paure sociali.

Tutti gli eventi

di aprile  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 26 Febbraio 2001
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.