Premiare chi produce meno rifiuti e far pagare chi eccede

Sala gremita alla Palazzina della Cultura per l'incontro pubblico sul tema dello smaltimento dei rifiuti. Presentato il sistema integrato di gestione dei rifiuti solidi urbani

Sono giunti in tanti alla lezione di gestione dei rifiuti solidi urbani svoltasi alla Palazzina della Cultura di via Sacco. Tanta gente comune, consiglieri regionali (Giuseppe Adamoli e Giovanni Martina) autorità locali (Giorgio Luini sindaco di Castiglione e Graziano Maffioli sindaco di Casale Litta).  Tutti molto attenti hanno seguito passo passo Fulvio Fagiani che ha esposto in maniera sintetica quella che dovrebbe essere la politica dei rifiuti nel futuro. Molti i riferimenti ad altre esperienze italiane od europee per dimostrare l’efficacia della politica di diminuzione dei rifiuti, di riciclaggio e di riutilizzo degli stessi.
Per il relatore, la politica dello smaltimento deve assolutamente passare da un’azione combinata di istituzioni, associazioni di categoria, enti, consorzi e semplici cittadini per individuare un’unica ed efficace strategia che riduca il quantitativo di scarti da mandare in discarica. A sovrintendere ogni azione ci dovrà essere la Provincia."Sia perchè è l’ente deputato anche in base al decreto Ronchi – precisa Fagiani – sia perchè è l’unico ente che può assumere questo incarico di coordinatore dell’intero circuito. "
E sì, perchè proprio di un circuito produttivo si tratta. E allora si deve affrontare il problema già alla fonte: da quei produttori di beni "usa e getta" di cui la nostra società sembra non poter fare più a meno. E così via attraverso tutta la catena del consumo sino all’utente finale, il cittadino, che deve essere informato, sensibilizzato e indotto a produrre la minima quantità di scarti."L’introduzione di una tariffa al posto della tassa , prevista dal decreto Ronchi, sarà un sicuro incentivo per indurre il singolo a tenere il comportamento più corretto e meno oneroso per le sue tasche." Da qui il duplice effetto di far pagare chi non si attiene alle regolo e di premiare l’utente più rispettoso dell’ambiente. L’unico ostacolo, ha fatto notare una signora del pubblico, è il metodo di calcolo della tariffa perchè: constatato che l’uso del microchip è troppo costoso, rimane la possibilità di far pagare il sacchetto o quella di valutare in astratto la produzione media di ciascun cittadino. In quest’ultimo caso, però, svanirebbero tutti i vantaggi della tassazione, ma, nell’altro caso, si correrebbe il rischio di trasformare i nostri boschi in un’immensa pattumiera di rifiuti abbandonati furtivamente per abbattere le spese di casa.
Al di là, comunque, delle soluzioni tecniche che potranno venir escogitate, rimane il compito prioritario di incentivare la raccolta differenziata con la separazione dell’ ‘umido’ dal ‘secco’ in modo tale da diversificare anche la raccolta dei vari tipi di rifiuti, predisponendo una periodicità più lunga per tutti quei materiali non putrescibili.
Oltre alle esortazioni di carattere comportamentale, Fulvio Fagiani propone anche delle ipotesi di soluzioni per quello che appare l’emergenza rifiuti nel Nord della provincia. Si potrebbe costituire un Forum , suggerisce Fagiani, che coinvolga tutte le parti interessate, in modo tale che si avvii un confronto aperto da cui non potrà che scaturire un programma di interventi. Si potrebbe costituire un’Agenzia provinciale per riduzione, raccolta differenziata e riclico  alle dirette dipendenze dell’Assessorato provinciale all’Ambiente, che fungerebbe da centro motore di ogni politica a riguardo. Infine dovrebbe essere riorganizzato l’Osservatorio dei Rifiuti per avere  risposte adeguate ai nuovi problemi innescati dalla raccolta differenziata, prendendo, cioè, in considerazione, la destinazione finale dei rifiuti, la composizione merceologica del rifiuto indifferenziato e le principali fonti di produzione dei rifiuti.
Il traguardo per Fulvio Fagiani, per i tanti comitati spontanei sorti dopo la decisione della Provincia di individuare in Caronno Corbellaro il luogo ideale dove far sorgere l’inceneritore, per le autorità locali è quello di arrivare ad una percentuale di raccolta differenziata del 55% e alla compensazione a livello regionale del restante scarto da distruggere, visti i pesanti costi che il territorio del Sud della provincia deve pagare per ospitare l’inceneritore Accam, che serve anche numesi comuni del milanese.
Un’idea, quest’ultima, che è suonata , però, come una minaccia alla rappresentante dei comitati di cittadini del sud della provincia: Golra Minore, Marnate e Busto Arsizio,. Questi cittadini preferirebbero maggior certezza del futuro per sapere quale carico di lavoro sarà riservato all’Accam: " Riteniamo  che avviare fin da oggi politiche concrete di raccolta differenziata , riciclaggio, compostaggio, possano solo ridurre il problema, ma non eliminarlo, tenuto conto della crescita esponenziale dei rifiuti nella nostra Provincia dovuta ai fenomeni di urbanizzazione abitativa, commerciale ed industriale e dell’impatto di Malpensa. È doverso che il problema dei rifiuti venga affrontato e risolto senza prescindere dal concetto di EQUITA’ DISTRIBUTIVA".
Intanto domani, in Provincia c’è riunione dei capigruppo di maggioranza per vedere i temi da inserire all’ordine del giorno del prossimo consiglio. Si saprà, dunque, domani se l’argomento tanto spinoso giungerà nella sala consiliare o subirà un nuovo slittamento, magari a dopo le elezioni…

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Pubblicato il 07 Febbraio 2001
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