Zona industriale, via all’insediamento delle imprese
Assegnate le aeree Pip di Sciaré. Un ricorso al Tar aveva bloccato la procedura
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Conto alla rovescia per l’insediamento delle imprese artigiane richiedenti nella nuova zona industriale Pip (Piani integrati d’intervento) di Sciaré. La giunta comunale, dopo aver sbrogliato la matassa del ricorso al Tar di un’azienda inizialmente esclusa, ha provveduto all’assegnazione delle aree del primo lotto del Pip1. I 32mila metri quadri edificabili saranno destinati per 21mila metri quadri circa al Consorzio Artigiani, un raggruppamento di imprese riunite sotto il cappello delle principali associazioni di categoria della provincia, e per 11mila metri quadri all’impresa Castiglioni di Busto Arsizio, una Srl che produce materiali per l’edilizia. Proprio la Castiglioni contestò il principio dell’unico assegnatario, di cui aveva beneficiato il Consorzio, generando la sospensiva del Tar. La giunta ha risolto la controversia, applicando una soluzione di favore per entrambi i soggetti, ovvero un provvedimento di autotutela che sospende la delibera precedente e che, in sostanza, accoglie entrambe le domande, per un valore pari ai 2/3 ciascuno dei metri quadri richiesti dai due soggetti. La zona industriale Pip venne deliberata nel 1995 dall’allora giunta leghista di Angelo Luini, con un investimento di 16 miliardi, di cui 10 ottenuti grazie un finanziamento Ue nell’ambito dell’obiettivo 2 per le zone industriali in difficoltà, e altri 6 con un mutuo. Il progetto era finalizzato, per la verità, all’insediamento di imprese ad alto contenuto tecnologico, anche se non specificava se tale contenuto dovesse riguardare il processo o il prodotto. L’assegnazione, riguardante prevalentemente aziende artigiane, aveva sollevato qualche polemica da parte di chi riteneva, con l’ingresso appunto di imprese artigianali, sostanzialmente tradito lo spirito di quell’iniziativa. Dal canto loro, gli artigiani giudicano che sia invece fondato il contenuto dato al progetto, data la scelta di imprese che, pur non essendo punte di diamante della tecnologia, sarebbero comunque di buon livello. Oltre all’area del Pip 1 rimane ancora da stabilire chi entrerà nei 40mila metri quadri circa del Pip 2. Una scelta che sarà probabilmente definita nei prossimi mesi. Nel frattempo, le attenzioni si concentrano sul primo lotto del Pip 1. Parte infatti in questi giorni la procedura per la richiesta delle concessioni edilizie da parte delle imprese e che ha la durata di 60 giorni. Uno sprint finale in cui, a detta delle associazioni artigiane, sarà messa alla prova la capacità dell’amministrazione di abbattere i costi burocratici. Il riferimento é allo Sportello unico delle imprese di Gallarate. La speranza é quella di non dover penare per mesi alla ricerca delle necessarie autorizzazioni. |
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