Alla Nardi “esplode” la protesta

I dipendenti della Nardi Italia sono scesi in Piazza per protestare contro la decisione dell’azienda di mettere in mobilità 45 operai

Tutti gli operai della Nardi s.p.a. sono scesi in piazza in massa questa mattina per protestare contro la decisione presa dal consiglio di amministrazione di licenziare 45 maestranze.

Negli ultimi tempi l’azienda produttrice di volanti per auto, pur avendo chiuso il 2000 con un bilancio favorevole, ha subito un grosso calo di ordini. Il contratto con l’Audi, che da solo procurava il 50% del fatturato è concluso e non è stato sostituito con nessun altro.

Lo scorso anno la ditta aveva una forza di circa 120 operai; a febbraio 40 sono stati messi in cassaintegrazione per 13 settimane; in una riunione tenutasi lo scorso 16 marzo presso l’Unione industriali di Gallarate, l’azienda comunica di aver richiesto una consulenza aziendale di Giovanni Saccaccin. Questi comunica, tramite una relazione, dati non molto rassicuranti circa la Nardi: la situazione attuale necessita di una drastica riduzione del personale di 45 operai.

Ditta leader in tutto il mondo la Nardi, si trova ora in crisi. Questa mattina tutti gli operai, alla presenza dei rappresentanti della Fillea, Domenico Lumastro, e della Filca, Francesco Condorelli, hanno tento un’assemblea in cui sono state esposte tutte le preoccupazioni: "I problemi della Nardi non si risolvono allontanando dalla fabbrica i lavoratori" dice Lupastro "molti dei quali dopo decine di anni di lavoro con un rapporto di fedeltà all’azienda, oggi sono considerati in esubero. Il futuro della Nardi sta nella capacità di rinnovarsi tecnologicamente a livello di progetti".

"La nostra preoccupazione" ci dicono gli operai stessi "è che l’azienda voglia chiudere nel giro di pochi mesi: nessuno ci da garanzie su questo argomenti. Il consiglio di amministrazione smentisce quando gli chiediamo se vogliono accorparsi con il distaccamento di Verona, ma la nostra paura rimane".

"Abbiamo chiesto al ministero" prosegue Condorelli "la possibilità di effettuare contratti di solidarietà o cassaintegrazione straordianria, ma la richiesta ci è stata rifiutata perchè l’azienda negli ultimi anni ha avuto un fatturato molto alto".

Gli operai sono quindi scesi in piazza per far sentire la loro voce e denunciare questa situazione. Il 29 è in programma un altro incontro durante il quale sarà definitivamente comunicata la sorte degli operai e dell’azienda: la notizia della messa in mobilità di 45 operai è ormai ufficiali, ma sia i sindacati che gli stessi operai sperano almeno in una riduzione del numero e in un presa di posizione dell’azienda che sia più responsabile.

 

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Pubblicato il 22 Marzo 2001
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