Ancora polemiche per la futura Pedegronda

La strada dovrebbe unire Novara a Bergamo, passando per Saronno: i comitati spontanei sostengono l’inutilità del progetto

È sempre polemica sulla futura costruzione della Pedegronda. Saronno è una delle città che verrebbero toccate dalla nuova autostrada, la quale porterebbe un ulteriore aumento del traffico nella zona. Il nuovo tratto stradale dovrebbe potenziare il collegamento Novara – Busto Arsizio – Saronno – Cesano Maderno – Seregno – Carnate – Bergamo. Il 13 marzo scorso, tramite la firma di un protocollo d’intesa con i Comuni e gli enti interessati alla costruzione, la Regione Lombardia si è assunta l’impegno di effettuare altre consultazioni con tutti gli interessati per verificare la necessità di procedere con tale progetto. L’accordo prevede che le risultanze del programma di lavoro costituiranno parte integrante, sostanziale e di indirizzo vincolante per i successivi sviluppi progettuali del sistema viabilistico, di cui andranno definite le alternative di tipologia, di giacitura e tracciato, e andranno verificate le criticità, le compatibilità ambientali, la sostenibilità, gli interventi di mitigazione e compensazione.

Un precedente studio commissionato e realizzato dal Politecnico aveva evidenziato le conseguenze della costruzione della Pedegronda, arrivando a sostenere la nuova strada porterebbe enormi danni all’ambiente, andando a incrementare e inutilmente la produzione di CO2 nell’aria.

"I Sindaci hanno riconosciuto la validità del progetto, non erano partiti da posizioni preconcette contro l’autostrada, ma apprezzano gli aspetti innovativi e i risultati a cui è giunto lo studio" scrivono in un comunicato i Comitati Spontanei anti Pedegronda: "Ma la Regione Lombardia non ne vuole tenere conto, evidentemente perché è da sempre interessata solo all’autostrada".

"Dal 1974 la Regione Lombardia non ha costruito un chilometro di ferrovia, salvo il tratto – imposto dall’Europa – di collegamento con Malpensa. La regione ha sempre parlato di ferrovie ma ha realizzato strade. Non è in sintonia con le scelte europee espresse nelle direttive comunitari che incoraggiano il trasporto su rotaia. I nostri paesi confinanti Svizzera e Austria stanno puntando la maggior parte dei loro investimenti verso l’infrastruttura ferroviaria. Solo l’italia continua a sostenere il trasporto su gomma".

"La Regione Lombardia propone una opera che risponde solo agli interessi di chi ha fatto della mobilità su gomma l’unico modello per i nostri territori, chiedendo ai sindaci contrari una rinuncia alle loro ragioni. Nessuno propone ai sostenitori dell’autostrada la medesima rinuncia in un nome di un mercato della mobilità da loro stessi monopolizzato con una unica proposta". 

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Pubblicato il 19 Marzo 2001
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