“È lecito risarcire immobili costruiti su aree pericolose?”
La minoranza chiede delucidazioni sugli immobili del campeggio costruiti in un’area pericolosa e per i quali sono stati chiesti risarcimenti. Dal comune rispondono che dal 1991 il campeggio è uguale ad oggi
| Strutture a rischio esondazione, e per di più abusive? Se davvero così fosse allora i risarcimenti richiesti dopo l’alluvione di ottobre sarebbero del tutto illeciti. E proprio sulla richiesta di risarcimenti presentata dall’International Camping di Ispra, che nell’autunno scorso si è visto l’intero campeggio allagato e distrutto dalle acque, il gruppo consigliare di minoranza Libertà di crescere ha interrogato l’amministrazione comunale.
"Ispra è risultato uno dei comuni più colpiti della sponda – si legge nell’interrogazione – pur avendo un numero limitato di esercizi privati che ne hanno denunciato i danni, la cifra totale che ne risulta è molto alta. Un esercizio solamente ha denunciato danni per circa due miliardi di lire. Dopo una rapida indagine, sembra risultare che parte degli immobili interessati sono stati costruiti senza concessione edilizia (sono stati recepiti dal comune solo come effettuati), essi sorgono in una zona a totale rischio esondazione, come risulta evidente dal piano di protezione civile". I prefabbricati di cui parlano i consiglieri di minoranza sono quelli del campeggio di Ispra e sarebbero stati costruiti al di là della linea, definita dalla protezione civile, e oltre la quale è sconsigliato costruire. Il tutto, dopo l’esondazione del 1993 e si legge ancora nel testo dell’interrogazione "Questa interrogazione – ha detto Giuseppe Volta capogruppo di Libertà di crescere – nasce da una precedente riunione da noi richiesta, in cui si chiedevano agli amministratori delucidazioni sul piano di protezione civile, un piano che esiste ed individua aree a rischio; ma l’amministrazione non ha mai aperto queste carte, così abbiamo constatato che le casette prefabbricate del campeggio sono state costruite nella fascia di rispetto, nell’area cioè a rischio". "Con questa interrogazione – ha continuato Volta – richiediamo solo dei chiarimenti e delle spiegazioni". E diverse sono per la minoranza le ipotesi a cui ci si può trovare di fronte. Per esempio le costruzioni in questione potrebbero essere strutture mobili per le quali non è richiesta la concessione edilizia. Ma in ogni caso perché risarcire beni che sono predestinati ad essere distrutti dalle acque? All’interrogazione dovrà rispondere l’amministrazione isprese, al suo secondo mandato e informata dunque dell’evoluzione negli anni del campeggio. Ma in parte una risposta dall’ufficio tecnico comunale è arrivata. "Dal 1991 non si sono aggiunte costruzioni – ha precisato il geometra Franco Maurone – ed è un falso puro che ci siano immobili senza concessioni edilizie, solo nel 1995 è stata costruita la piscina, ma con regolare permesso e uguale per l’edificio in muratura che è ora in cantiere, di cui è stata rilasciata la concessione edilizia la settimana scorsa". "Noi abbiamo sempre avuto tutti i permessi e tutte le autorizzazioni per costruire quello che esiste nel campeggio -ha detto Serafino Passuello, proprietario del Camping – e l’invito è quello di venire qui, dove c’è tutto il materiale da visionare per confermarlo". "si può quindi escludere qualsiasi forma di ignoranza sull’eccezionalità dell’accaduto ed è lecito pensare che il fenomeno si ripeterà ancora". |
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