Il lavoro nero c’è, si vede e lo si combatte

Cgil, Cisl e Uil esprimono soddisfazione circa i risultati ottenuti dagli enti ispettivi sul fronte del lavoro irregolare. In dirittura d'arrivo l'Osservatorio proposto dalla Camera di Commercio

Cifre, sono solo delle cifre quelle diramate in questi giorni dagli organi ispettivi sul tasso di lavoro nero presente nell’economia varesina, ma che hanno un doppio significato estremamente importante. Da una parte infatti sono l’evidente prova che il lavoro irregolare esiste e con un tasso medio nettamente superiore a quello europeo; dall’altro confermano che l’attività di controllo, se viene fatta, è efficace e dà i suoi frutti. 
In Europa la media del lavoro irregolare è del 13 per cento circa, contro il 26  dell’Italia, lavoro che va ad alimentare un circuito economico sommerso stimabile intorno ai 500mila miliardi l’anno.
Le cifre varesine confermano la media nazionale: su 2625 aziende controllate, 1362 sono risultate regolari, 1159 irregolari. I lavoratori non in regola sono risultati 4136, tra questi anche 38 minori, dato quasi raddoppiato, considerato che l’anno passato erano  21. Una sorpresa l’hanno riservata gli stranieri, solo 48. Il tutto per un evasione contributiva di 15miliardi circa. Dato piuttosto interessante è quello relativo ai rapporti di lavoro camuffati da collaborazioni anomale e, dopo l’ispezione, trasformati in rapporto di lavoro subordinato: ben 134. 


«Come sindacato siamo soddisfatti – dice Umberto Colombo della Cgil – questi dati ci danno la dimensione di un’intensa attività ispettiva, che, seppur aumentata (sono state ispezionate  368 aziende in più rispetto all’anno passato ndr) andrà comunque intensificata. La densità produttiva della nostra provincia richiede un aumento degli organici degli enti ispettivi. I dati che più preoccupano sono quelli relativi ai minori, aumentati nettamente rispetto al passato. Aspetto questo strettamente collegato all’abbandono scolastico e all’affermarsi di un modello culturale troppo consumistico. Questo aspetto va poi correlato al reiterarsi di infortuni sul lavoro, specialmente durante i primi giorni lavorativi, legati alla mancanza di formazione e alla mancata applicazione delle  norme antinfortunistiche».

«Bisogna fare attenzione – spiega Gian Marco Martignoni della Camera del Lavoro di Varese – a non strumentalizzare i dati. Questi risultati sono certamente indicativi del buon lavoro fatto da tutti gli organi ispettivi, e dalla collaborazione delle organizzazioni sindacali, il cui contributo in termini di denunce e segnalazioni, grazie all’intervento dei delegati e delle delegate delle Rsu, è il segnale di una piena consapevolezza della gravità del fenomeno. Il cammino da fare è ancora lungo, soprattutto per quelle forme di lavoro camuffate da collaborazioni occasionali e anomale, che sono in realtà dei veri e propri rapporti di lavoro subordinato».

Soddisfazione espressa anche da Gianluigi Restelli della Cisl, soprattutto per la collaborazione tra i sindacati ed enti preposti al controllo . «E’ importante comparare i dati con quelli degli anni precedenti per avere la percezione del fenomeno, è chiaro poi che se aumentano i controlli aumentano anche le cifre. Come già detto in più occasioni è necessario che gli organi ispettivi rafforzino il loro organico e la loro presenza sul territorio. I costi sarebbero coperti ampiamente dal recupero delle cifre evase e il deterrente avrebbe un notevole effetto. Passando ai singoli dati, l’aumento dei minori non in regola è il segno evidente che era giusta l’intuizione, avuta l’anno scorso, di favorire la regolarizzazione dei rapporti di lavoro, durante il periodo estivo, attraverso accordi specifici con le associazioni datoriali».

I sindacati sollecitano anche  un’accelerazione del progetto relativo all’osservatorio sul lavoro irregolare. Marco Molteni, segretario provinciale della Uil e membro della Giunta Camerale, che è tra i maggiori promotori e sostenitori del progetto, assicura che l’osservatorio è in dirittura di arrivo. «E’ vero, sono passati un po’ di mesi- afferma Molteni- il progetto è stato approvato e finanziato dalla Giunta, ora non resta che realizzarlo. Abbiamo fatto un’istruttoria, verranno ascoltate  tutte le associazioni interessate. Manca il colpo di coda finale. Lo studio sarà affidato a docenti e ricercatori universitari, probabilmente dell’Insubria e della Liuc. Un’analoga esperienza è stata fatta a Milano con risultati sorprendenti. Sarà necessario fare una fotografia del territorio il più possibile rispondente alla realtà. I Dati sul lavoro nero? Sono rimasto sorpreso dal basso numero di lavoratori stranieri non in regola. però bisogna tener presente che intorno a Malpensa non c’è più l’attività frenetica che c’era due anni fa, molte imprese hanno chiuso, e forse non si è scavato fino in fondo».

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Pubblicato il 09 Marzo 2001
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