Lettera aperta a tutti i cittadini

L'associazione il Gobbino fa un resoconto della sua attività e invita i cittadini al prossimo incontro del 16 marzo

Riceviamo e pubblichiamo
L’Associazione Cultura e Ambiente "Il Gobbino", è nata nel luglio 2000, per iniziativa di un gruppo di cittadini di Ternate Varano B. e Travedona M., allo scopo di salvaguardare e valorizzare l’ambiente, il territorio, e la cultura nell’area dei laghi della nostra Provincia.

Per meglio comprendere i fatti è necessaria una breve cronistoria:
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el Luglio 2000 si scopre che sul Bollettino Regionale Lombardo è riportata l’autorizzazione alla Società Sealt spa (poi divenuta Eurofuels), per la messa in riserva di rifiuti speciali pericolosi da utilizzare come combustibile alternativo nel forno della Cementeria di Merone presso lo stabilimento di Ternate. Un gruppo di cittadini chiede al Sindaco di Ternate, di indire una pubblica assemblea allo scopo di dare la dovuta informazione alla popolazione ed avvisa della richiesta i concittadini con un volantino.

Nel mese d’Agosto l’Amministrazione ternatese dichiara la propria estraneità alla decisione e denuncia i promotori dell’iniziativa Autorità di Pubblica Sicurezza, per procurato allarme. Il Consigliere Regionale Giovanni Martina, (ad oggi l’unico politico intervenuto sulla questione), presenta di propria iniziativa un’interrogazione alla Giunta Regionale sulla vicenda del Cementificio chiedendo la revoca del provvedimento.

In Settembre il Sindaco di Ternate ribadisce la congruità del provvedimento e dichiara pubblicamente che la legge non imponeva nessun tipo di comunicazione o informazione. Un dibattito pubblico è tenuto di seguito alla seduta del consiglio comunale con il supporto "imparziale" dei dirigenti della stessa azienda e di tecnici tardivamente incaricati di esprimere un giudizio. Per dovere di cronaca dobbiamo sottolineare che come risposta alla preoccupazione espressa dai cittadini il criterio di controllo che fino al giorno prima sembrava essere il migliore possibile, ridefinisce le scadenze ogni 4 mesi anziché 6.

L’Associazione il Gobbino indice una prima assemblea pubblica alla quale intervengono circa 500 residenti dei comuni limitrofi. Tecnici competenti, medici di base e medici specialisti, dichiarano la loro preoccupazione per quest’ennesima aggressione ad una situazione ambientale già gravemente compromessa. Inoltre associazioni ambientaliste, alcuni sindaci e i cittadini stessi denunciano l’evidente arroganza delle decisioni assunte senza il coinvolgimento delle altre amministrazioni locali e della popolazione del comprensorio. Sono inoltre sottolineati due punti di notevole importanza: a) L’inadeguatezza del forno della cementeria rispetto all’attività di incenerimento di rifiuti pericolosi b) L’inaffidabilità e comunque la parzialità dei controlli

Al dibattito interviene uno dei responsabili della Cementeria di Merone dichiarando che nel forno di produzione sono bruciati pneumatici, polistirolo, plastica, lattine di alluminio e quant’altro fin dal 1994. Rifiuti provenienti dalle province di Milano e Como. Gli Amministratori di maggioranza del Comune di Ternate pur presenti, non intervengono al dibattito. Nonostante l’invito Il Sindaco di Ternate non si è presentato. I Consiglieri di minoranza di Ternate esprimono il loro disappunto sull’operato del Sindaco .

Successivamente a quest’assemblea il Consorzio per la Tutela del Lago di Monate, che rappresenta i Comuni di Travedona Monate, Cadrezzate, Comabbio ed Osmate, presenta ricorso al T.A.R. contro la concessione rilasciata alla società Sealt/Eurofuels (controllata al 51% dalla Merone) per la messa in riserva di rifiuti speciali pericolosi da bruciare nel forno del cementificio.

Fa altrettanto un gruppo di cittadini residenti nella zona presentando un analogo ricorso con il quale viene anche richiesta la sospensiva dell’attività di incenerimento. La sospensiva non è concessa essendo l’attività ancora da avviare. L’obiettivo di tale richiesta, pienamente raggiunto, era di far discutere in tempi brevi il ricorso. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), ha dapprima stabilito di discutere il ricorso il 7 marzo ed in seguito la data del dibattimento è stata posticipata a giugno 2001 per discutere unitamente entrambi i ricorsi.

L’Associazione chiede ripetutamente al Comune di Ternate e alla Provincia documenti e informazioni relative all’attività di incenerimento e all’uso di combustibili alternativi nella cementeria di Merone. Entrambi respingono le richieste pretestuosamente definite troppo generiche.

Lo Statuto della Regione Lombardia, all’articolo 72, afferma il diritto per ogni Amministrazione locale interessata a chiedere la revoca di provvedimenti amministrativi adottati dalla Giunta o dal Consiglio Regionale In forza di quest’articolo l’Associazione ha proposto alle Amministrazioni Comunali del comprensorio, in quanto interessate dalla ricaduta di elementi inquinanti, di ratificare la richiesta di annullamento con una delibera del Consiglio Comunale.

I comuni di: Biandronno, Brebbia, Bregano, Cadrezzate, Cazzago Brabbia, Comabbio, Inarzo, Mercallo,Malgesso.Monvalle Osmate, Travedona Monate, Varano Borghi e Vergiate hanno chiesto la revoca dell’autorizzazione all’incenerimento. Il coordinatore dell’iniziativa è il Sindaco di Travedona-Monate.

Come risposta all’iniziativa sopra citata, nel corso del consiglio comunale tenutosi a Ternate a fine Novembre i gruppi di minoranza hanno proposto una mozione per la richiesta di revoca della delibera della Giunta Regionale. La maggioranza riconferma la decisione e l’atteggiamento.

In dicembre 2000 ha luogo la seconda assemblea pubblica, indetta dal Gobbino, nel corso della quale emerge chiaramente la preoccupazione dei cittadini e lo sconcerto per l’atteggiamento di totale chiusura degli Amministratori Ternatesi ancora una volta latitanti. In questa occasione viene inoltre presentata la petizione popolare contro l’autorizzazione Regionale.

Nel frattempo alcuni cittadini vicini al Movimento del Senatore Antonio Di Pietro si fanno portavoce del problema ed organizzano un incontro a Varano Borghi per il 28 gennaio. In tale occasione il Senatore Di Pietro si fa carico del problema e comunica di aver presentato una interpellanza parlamentare sull’argomento il giorno 09/02/2001.

Per dovere di cronaca riportiamo testualmente una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale :

"I Comuni il cui territorio confina anche in parte con la zona dove è prevista l’ubicazione di un insediamento di trattamento, smaltimento e recupero rifiuti speciali sono legittimati ad impugnare gli atti regionali e comunali di autorizzazione all’impiano stesso, specie se non si sia dato corso ad una procedura di VIA in presenza dei necessari presupposti". TAR Milano, sez.I, sent. 4100 del 17.04.2000

Dopo la cronistoria dei fatti l’Associazione ritiene opportuno esprime il proprio pensiero:
la provincia di Varese è definita la "provincia verde" o anche la "provincia dei sette laghi". Boschi e laghi né costituiscono di fatto la caratteristica naturale più evidente. Purtroppo accanto a questo patrimonio ambientale il territorio provinciale è interessato anche da radicate situazioni di sfruttamento che arrecano scempi e profonde ferite ora sotto gli occhi di tutti. Porzioni di territorio della nostra provincia per anni sono state utilizzate come discariche per i rifiuti di Milano, a Gerenzano, a Vergiate, Gorla, altre porzioni di territorio da una moltitudine di cave di ogni tipo che hanno servito e servono il vicino Canton Ticino al quale abbiamo svenduto e sacrificato intere colline. Adesso assistiamo alla trasformazione dei cementifici in inceneritori e chissà quale altra devastante iniziativa verrà attuata per il profitto di pochi.

La brevissima e recente storia dell’Associazione "il gobbino" è già ricca di spunti sui quali confrontarsi. Si spera che sia per tutti comprensibile ed accettabile il fatto che un gruppo di cittadini si costituisca in associazione allo scopo di animare il confronto dialettico con la gente e con le Istituzioni e con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita sul territorio.

Attenzione!!!
non si sta parlando di "normali" rifiuti, argomento sul quale si sprecano fiumi di parole e rispetto al quale la facile pratica dello smaltimento per incenerimento sembra prevalere rispetto ad ogni altra soluzione, ma di solventi, vernici, code di lavorazione chimiche ecc. cioè di quanto è frutto di processi produttivi sicuramente discutibili ed orientati a consentire il massimo profitto, ancora una volta, a pochi.

Riteniamo che la responsabilità di quel che avviene sia da ricercarsi in un’interpretazione parziale di una Legge dello Stato, l’ormai famoso Decreto Ronchi, da un uso spregiudicato, soprattutto se riferito a certi ambiti come la tutela ambientale, delle decisioni di Giunta da qualunque parte siano prese, Regione, Provincia e Comune. Sarebbe forse ingeneroso dare responsabilità ai Servizi Tecnici dei vari Enti salvo capire che ci stanno a fare? E’ pur vero che il padrone ordina ed il cavallo trotta. Se chi amministra indica una direzione si può capire che difficilmente i tecnici potranno cambiare rotta.

In questo caso il buon senso, indipendentemente dai regolamenti, avrebbe dovuto suggerire criteri di prudenza e conseguentemente di informare correttamente e preventivamente la popolazione prima di prendere delle decisioni che riguardano così da vicino la salute di tutti .

Il controllo delle emissioni in atmosfera dovuto all’incenerimento di sostanze speciali/pericolose all’interno del forno della cementeria di Ternate è stato demandato all’ente ARPA (Agenzia Regionale per l’Ambiente). Tale incarico pone numerosi interrogativi e perplessità. Si tratta di un Ente pubblico di recente istituzione, non ancora del tutto operativo e già commissariato.

Si evidenzia altresì l’inadeguatezza dei forni dei cementifici rispetto a questa attività di smaltimento, e che i controlli non forniscono le garanzie necessarie.

Pensate che una delle prescrizioni emanate dai Servizi Tecnici Regionali competenti, evidentemente di fondamentale importanza, è l’obbligo di verniciare le strutture metalliche di colore RAL 6013. VERDE BOSCO. Questo sicuramente garantisce la salvaguardia della salute e dell’ambiente.

Nel nostro caso, a norma di legge, per un abile gioco di scadenze e grazie ad un dichiarato diritto alla procedura semplificata, la V.I.A., cioè la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, può essere evitata. Ci avevano detto che per questioni riguardanti l’ambiente sarebbe stata in ogni modo imperativa ed indispensabile .

A fronte di una situazione che è oggettivamente allarmante non sarebbe forse opportuno un atteggiamento quantomeno prudente?

L’ulteriore iniziativa che l’Associazione il "Gobbino" insieme alle Amministrazioni Comunali sarà di organizzare un incontro con i rappresentanti dei gruppi politici Regionali e Provinciali.

In tale incontro chiederemo ai Consiglieri Regionali di tutti i partiti di sostenere le delibere presentate in Regione dai Sindaci di 14 comuni, che chiedono l’abrogazione del provvedimento.

Nell’occasione verrà consegnata la petizione popolare che tanti di voi possono ancora sottoscrivere presso la sede del "Gobbino" a Ternate e gli uffici comunali dei paesi sopra citati.

Riteniamo importante che ciascuno assuma le proprie responsabilità verso se stesso e nei confronti della generazioni future non delegando ad altri compiti che tutti insieme siamo chiamati a svolgere.

Si chiede quindi la vostra condivisione e partecipazione che potrete esprimere sia firmando la petizione ma soprattutto partecipando numerosi al prossimo incontro che avverrà il 16 marzo 2001alle ore 21.00 presso la sala ex Enal di Varano Borghi

L’associazione per vivere e progredire ha bisogno di un largo numero di soci, chiediamo pertanto la vostra iscrizione, necessaria anche per il finanziamento delle iniziative. Il nostro indirizzo Internet è : gobbino_it@yahoo.it L’indirizzo postale è : Via Roma 57,Ternate (VA),

Il Gobbino
Associazione per la Cultura e l’Ambiente

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Pubblicato il 05 Marzo 2001
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