Niente carcere? Niente voto
Domani alle 9 presidio di Cgil, Cisl e Uil ai Miogni. In settimana previsti un incontro con il Prefetto e un'assemblea aperta alla quale saranno invitati anche i politici locali
Carcere sì, carcere no. Il tormentone politico-amministrativo sul destino dei Miogni continua a generare proteste e polemiche. Che cosa ne sarà del vecchio carcere, in attesa del nuovo? Aspettando una risposta dalle autorità competenti, Cgil, Cisl e Uil indicono per domani mattina, alle ore 9, un presidio di fronte alla casa circondariale di via Felicita Morandi. Una protesta che non si esaurirà nella sola giornata di sabato, ma che si articolerà nei giorni a venire in un percorso di sensibilizzazione: un incontro in Prefettura, ad inizio settimana, per fare il punto della situazione sui Miogni, e subito dopo un’assemblea aperta al pubblico, alla quale saranno invitati anche i politici locali, alcuni dei quali si presenteranno alle prossime politiche. E, a proposito di elezioni, nell’occasione sarà lanciata una grossa provocazione politica: l’invito a non votare, rivolto al personale dipendente della casa circondariale. «Questa provocazione – dice Gabriele Dellutri, responsabile provinciale della Uil, per il settore pubblica amministrazione – ha diverse motivazioni rispetto a Busto Arsizio, dove l’emergenza è costituita dalla mancanza di personale. La protesta e il presidio ai Miogni riguardano la struttura. In attesa della nuova, questa deve essere mantenuta e la ristrutturazione in atto non deve essere interrotta. Il nostro percorso di lotta vuole fare chiarezza su un punto che non tiene in considerazione il disagio alle famiglie dei dipendenti del carcere, ma anche il disservizio che si genera rispetto ad un territorio che è distretto di Corte D’appello. I lavori si sono bloccati e il personale vive in uno stato d’incertezza, questa situazione non è francamente accettabile».
All’appello aderiscono anche i sindacati autonomi della casa circondariale.
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