Alluvioni: più di tre miliardi per Varese

Dopo l’emergenza il Pirellone spunta dal Governo una nuova tranche di fondi per la ricostruzione e la prevenzione destinata alle infrastrutture dei comuni

Sono 53 i miliardi che la regione Lombardia potrà destinare a circa 300 comuni lombardi per gli interventi straordinari per il ripristino delle infrastrutture danneggiate dalle alluvioni dell’ottobre scorso. Questa nuova tranche di contributi, approvati e ora da stanziare, sono destinati alla rimozione dei pericoli e alla prevenzione del rischio conseguente i dissesti idrogeologici del territorio. 3 miliardi e 544 milioni sono parte dei risarcimenti destinati ai quindici comuni affacciati sul lago Maggiore. 

Il contributo per le opere pubbliche segue i primi risarcimenti elargiti nel febbraio scorso e destinati ai privati. Allora si era trattato di 1255 milioni, che avrebbero coperto il 23.75%  della somma ritenuta ammissibile, vale a dire della cifra dedotta dalle denunce, che gli enti hanno ritenuto verosimile. Nella stessa occasione oltre ai contributi per i beni mobili e immobili dei privati erano state risarcite, al 100% anche le spese per la sistemazione della popolazione evacuata. Più trafficato invece l’iter delle imprese. A fronte di una maggiore disponibilità finanziaria, nell’aprile scorso i titolari delle attività colpite dalle alluvioni avevano dovuto ripresentare una nuova documentazione.

"La regione Lombardia – sostiene Gigi Farioli, presidente del gruppo di Forza Italia in consiglio regionale – era già intervenuta tempestivamente tramite i geni civili per essere a fianco dei sindaci al momento dell’emergenza. Da allora non ci siamo dimenticati dell’impegno ad essere stimolo verso il Governo affinché riconoscesse ai territori interessati dalle alluvioni lo stato di emergenza e i fondi necessari per fronteggiare la gravissima situazione. Gli effetti del pressing esercitato dalla Regione Lombardia sul governo centrale iniziano a vedersi con questi finanziamenti che si aggiungono ai 112 miliardi già spesi in fase d’emergenza, mentre ne attendiamo altri 80 per luglio. Ora la palla passa alla Protezione Civile che entro 15 giorni dovrà prendere atto del provvedimento approvato e nei successivi tre mesi i comuni dovranno provvedere agli adempimenti formali necessari per l’inizio dei lavori che potrebbero a questo punto partire fin dal mese di agosto".

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Pubblicato il 15 Giugno 2001
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