Permessi per extracomunitari: un affare delle assicurazioni

Raggiunto il quorum dei permessi su garanzia, iniziano le polemiche. Le modalità previste erano complicate ed onerose

Raggiunte le 15 mila richieste, terminate le corse all’iscrizione, iniziano le polemiche. Non tanto per i termini che di fatto sono stati chiusi con un mese e mezzo d’anticipo rispetto al dettato normativo per raggiungimento di quorum, quanto per le modalità richieste che hanno impegnato non poco chi ha tentato la carta del permesso di garanzia per ricongiungersi con parenti o per far entrare amici e conoscenti extracomunitari nel nostro paese. A giochi fatti, si sa che delle circa 800 domande presentate nella nostra provincia, solo 200 sono state inserite in graduatoria in tempo utile (le graduatorie erano condotte a livello nazionale attraverso un sistema informatizzato centrale). Ciò che oggi si lamenta sono soprattutto le modalità imposte per inoltrare la richiesta del permesso di garanzia, quello in pratica che si basa su di uno sponsor italiano o straniero regolare che si fa da garante per ospitare accudire e mantenere nel nostro paese un extracomunitario in cerca di lavoro. Per poter presentare la domanda, chiunque ha dovuto pagare 300 mila lire per una fideiussione, denaro che, indipendentemente dall’esito della pratica non verrà più rimborsato. Soldi versati alle compagnie assicurative che, per dettato normativo, sono state incaricate di stipulare polizze allo scopo. Così oggi, chiuse le graduatorie, sono in tanti a piangere per il fallimento di tutti i propri sforzi e per la perdita inutile di un piccolo capitale. Testimoni di tanti sacrifici e sforzi sono le agenzie per gli stranieri che spesso hanno realizzato le pratiche necessarie a quanti non potevano permettersi di perdere tempo e d energia. "Dalla pubblicazione della legge – ci racconta l’addetto di una di queste agenzie – ci siamo dati da fare per raccogliere la documentazione e per stipulare le assicurazioni. Ci sono voluti alcuni giorni, poi dal 23 maggio scorso abbiamo iniziato la nostra bella trafila come tutti, presentandoci all’alba ai cancelli della questura per presentare le nostre domande. Ne presentavamo 20 al giorno per un totale di circa 200 pratiche. Ebbene: di tanti plichi sappiamo di aver ottenuto solo 40 iscrizioni. Chi si è affidato a noi, inoltre, ha dovuto sborsare 200 mila lire ulteriori per coprire le spese, ed oggi, quanti non ce l’hanno fatta, si lamentano anche della perdita di mezzo milione netto."
I gruppi etnici meglio organizzati, sembra, siano stati i cinesi che, già al momento della pubblicazione della normativa, erano in grado di presentarsi con tutte le carte in regola.
Il lavoro della questura, ora, sarà quello di vagliare la posizione di ciascuno per certificare l’assenza di carichi pendenti o di procedimenti di espulsione in corso. Quindi, saranno gli stessi agenti ad avvertire il richiedente che la sua pratica è andata a buon fine.
Altro discorso, anche se non meno complicato, è quello che interessa i permessi di lavoro, richieste cioè inoltrate all’ufficio provinciale del lavoro da ditte o privati e che riguardano extracomunitari residenti all’estero. Anche in questo settore la situazione non è rosea. Delle oltre 500 richieste avanzate, solo 198 verranno esaudite. Si tratta per lo più di richiedenti che rinnovano la domanda di anno in anno. Il criterio adottato per stilare la graduatoria è il tempo: chi prima arriva, meglio accomoda. Ogni pratica ha validità annuale: nel momento che non rientra tra quelle ammesse, viene inserita in una lista di attesa da utilizzare nel caso non vengano coperti tutti i posti. Il 31 dicembre la richiesta viene archiviata e deve essere ripresentata nell’anno successivo. Anche in questo caso, dunque, molti sforzi e poche speranze. Ora l’Ispettorato provinciale del lavoro dovrà vagliare le singole richieste e fornire l’autorizzazione da presentare in questura per ottenere il nulla osta d’ingresso. A quel punto sarà compito del consolato far venire il lavoratore scelto che, però, al momento del disbrigo di queste pratiche, si deve trovare all’estero.
Un vero labirinto, quindi, che spesso di complica con figure nuove :"In molti – sostiene l’addetto dell’agenzia per stranieri – ha confuso l’ingresso di garanzia con una nuova sanatoria." Confusione e complessità : per gli stranieri il bel paese diventa sempre più un labirinto macchiavellico.

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Pubblicato il 08 Giugno 2001
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