Sfrattata la protezione civile

L'amministrazione non rinnova la concessione all'uso dello stabile di via Brunelleschi

Polemica? Ufficialmente no, ma rammarico sì. Il Nucleo di protezione civile carabinieri in congedo sta per lasciare Cassano Magnago. Il Comune, che lo ospitava nei locali sottostanti il centro disabili di via Brunelleschi, dopo quattro anni di concessione gratuita, ha deciso di riprendersi la struttura. 
"Siamo grati al sindaco per averci ospitati fino ad oggi – spiega il presidente dell’associazione Rosario Deiana, 57 anni, anche lui carabiniere in congedo – ma ora ci danno il benservito e così dovremo andare in un altro comune". Cassano perde un’organizzazione di volontariato con quaranta soci che in cinque anni di vita ha partecipato ad alcune importanti missioni umanitarie, dal terremoto in Umbria alla missione Arcobaleno a Kuces in Albania. 
Il comune sta compiendo dei lavori di ristrutturazione della palazzina. Per questo i mezzi sono già stati spostati da tempo; un Fiat 242, una roulotte, un Ford Transit, attrezzatura da campo di vario tipo. Il motivo dei lavori é dovuto all’allargamento del centro disabili, o meglio, alla volontà dell’amministrazione di creare un Centro socio educativo. Una scelta che non prevederebbe più alternative per i carabinieri in congedo.
"Non vedo dove sia il problema  – ribatte da par suo il sindaco Domenico Uslenghi -, è scaduto l’impegno e non possiamo più rinnovarlo. D’altronde, la presenza della protezione civile, era solo una scelta temporanea". 
"Siamo amareggiati – ribatte Deiana – perché nel 1996 scegliemmo Cassano Magnago proprio in virtù dell’attenzione che il Comune ci riservò, rinunciando anche ad altre sedi più interessanti per tenere fede a un impegno". 
Le perplessità del presidente della protezione civile riguardano anche l’eventualità, che ormai è quasi una certezza, che la città rinunci a un nucleo di pronto intervento sul suo territorio. "Siamo in una zona a forte rischio industriale – dice Deiana – e avere mezzi e uomini disponibili in pochi minuti non può che giovare ai cittadini, senza contare il rischio alluvioni che, seppure contenuto in questi anni, va comunque tenuto sotto controllo. Sono perplesso, perché credo che Cassano abbia ancora bisogno di noi".
La protezione civile traslocherà, con tutta probabilità, nell’unione comunale di Ferno e Lonate Pozzolo. Nei due comuni le locali amministrazioni hanno concesso uno spazio per tenere mezzi e attrezzature. Lì, i volontari cassanesi sono già conosciuti per aver svolto in questi anni alcune funzioni di pubblico servizio come la sorveglianza fuori dalle scuole, il controllo sull’abbandono dei rifiuti, il supporto alle manifestazioni pubbliche. Il paradosso é che a Ferno e Lonate un nucleo di protezione civile esiste già. Ora, a meno che un privato non si faccia avanti concedendo uno spazio in città, Ferno e Lonate avranno due nuclei di protezione civile. Cassano nessuno.

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Pubblicato il 13 Giugno 2001
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