I nuovi spazi del liceo Ferraris dedicati a Christian, Chiara e Giusi: passato, presente e futuro sono memoria condivisa
In una cerimonia molto partecipata e sentita, il dirigente Marco Zago ha parlato della memoria come valore della collettività. Il ricordo degli ex compagni di Christian e Chiara
È stato un sabato mattina particolare per il liceo Ferraris di Varese. Una normale giornata di scuola ha accolto in sé una commemorazione, che è stata anche una celebrazione in ricordo di chi non c’è più ma ha lasciato un segno profondo. Tanti semi di amicizia, gratitudine, passione diventati spazi nuovi del liceo, dove far crescere nuove competenze, ma anche relazioni e interessi con uno sguardo al futuro.
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È stato lo stesso dirigente Marco Zago a dare questa visione dello “sguardo oltre” che è stato realizzato costruendo i nuovi spazi all’interno dell’edificio grazie anche al supporto della Fondazione Alioli.
Tantissimi gli ex docenti, ex studenti, familiari, autorità e personale scolastico in servizio che hanno preso parte alla cerimonia di intitolazione della biblioteca a Giusy Bergami, voluta dai suoi ex diplomati nel 1997, delle aule di lettura e svago ai due ex ferrarini Chiara Celato e Christian Pallaro tragicamente scomparsi nel 2023 pochi giorni dopo aver preso il diploma.
“Guardare oltre” abbattendo i muri
«Tanti semi di amicizia, gratitudine, passione si sono trasformati in spazi nuovi del liceo, dove far crescere competenze ma anche relazioni, interessi e uno sguardo al futuro» ha ricordato il dirigente Marco Zago, sottolineando come il progetto abbia letteralmente abbattuto muri interni per aprire prospettive e rendere più ampio lo sguardo di studenti e insegnanti. Il Ferraris oggi conta circa 1.300 studenti, «ma qui nessuno è solo un nome»: una scuola esigente, “dura”, che però «lascia il segno» e che ha scelto di dedicare questi spazi a chi ne ha incarnato i valori.
Biblioteca “Giusi Bergami” e le aule Chiara e Christian
La nuova Biblioteca “Giusi Bergami” è stata progettata come luogo di studio, lettura e ispirazione, in un’epoca in cui il digitale e il virtuale rischiano di oscurare il rapporto vivo con i libri. Colleghi e compagni hanno ricordato in lei : «una “maestra di vita” – ha spiegato l’ex alunno Riccardo Aceti a nome della decina di ex compagni di classe presenti – Era capace di trasmettere voglia di fare e curiosità», qualità oggi incarnate negli scaffali e nei tavoli di un ambiente aperto, luminoso, ideato come “dispositivo pedagogico”: uno spazio che, come ha sottolineato il professor Violi che ha curato gli allestimenti, «ci abita e ci determina», ponte tra saperi e persone.
Accanto alla biblioteca, due aule speciali richiamano ogni giorno i nomi di Chiara Celato e Christian Pallaro. Gli ambienti dedicati a loro ospitano ciò che amavano – i libri, la poesia, gli astri – e sono pensati come luoghi di lettura, incontro e svago, dove il loro ricordo diventa occasione quotidiana di comunità. «Dedicare spazi a ex studenti significa dire che il loro ricordo resta sempre con noi» è stato sottolineato durante la cerimonia a cui hanno preso parte anche i genitori dei due giovani.
La memoria che diventa opportunità: lo Spazio Alioli
A raccontare il senso della Fondazione Alioli è stato il dottor Zenati: «Enrico Maria Alioli era mio cugino, mancato quarant’anni fa. La sua assenza ha spinto la famiglia a immaginare una fondazione capace di trasformare il lutto in possibilità per altri. Con la Fondazione abbiamo scelto di usare la memoria per creare opportunità: strumenti, computer, viaggi di studio come quello a Washington, ora anche spazi per condividere memoria».
Lo “Spazio Alioli” si inserisce così in un percorso più ampio, in cui la memoria privata diventa bene comune: un ambiente aperto, informale, pensato per lo studio, ma anche per socializzare, lavorare in gruppo, intrecciare interessi diversi. Architettonicamente, il liceo sta cambiando volto all’interno, rendendo più accoglienti e funzionali i volumi esistenti.
Una scuola aperta alla città
Il sindaco Davide Galimberti ha sottolineato come l’apertura di questi spazi sia «una festa anche per la città», perché la scuola è luogo in cui studenti ed ex studenti si riconoscono e si ritrovano, ma è anche patrimonio della comunità. «Riconoscere questa appartenenza – ha ricordato – è un valore importante anche per i familiari delle persone a cui gli ambienti sono dedicati: la memoria non resta chiusa in una targa, ma diventa parte viva degli spazi e delle relazioni future».
Nell’idea pedagogica del Ferraris, gli ambienti non sono solo contenitori: la nuova biblioteca, le aule Chiara e Christian e lo Spazio Alioli sono stati pensati come contesti aperti, con arredi flessibili, porte eliminate e muri abbattuti per favorire circolazione, incontroi e un uso informale che avvicini gli studenti alla lettura e allo studio. Fra le proposte, anche una “routine” quotidiana di venti minuti di lettura per piacere, per fare delle competenze di lettura una parte strutturale della vita scolastica.
Un sabato di memoria e futuro
Alla fine, come ha riassunto il dirigente Zago, il senso della giornata è stato proprio questo: passato, presente e futuro che si incontrano in una scuola dove nessuno è solo un numero di registro, ma parte di una storia condivisa.
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