“La decisione di Maroni è vergognosa”

Livia Turco commenta il licenziamento di Agnoletto voluto dal ministro del welfare

L’ex ministro agli Affari sociali non ha usato mezzi termini per commentare la decisione di Roberto Maroni di licenziare Agnoletto dalla commissione sulle tossicodipendenze istituita in seno al ministero.
Il ministro ha comunicato la decisione alla fine della riunione della commissione tenutasi martedì pomeriggio. La motivazione non ha nessuna attinenza con le tossicodipendenze, ma è legata all’attività di Agnoletto in seno al Genova social forum.  
"Agnoletto doveva avere il buongusto di dimettersi. Ma, visto che non lo ha fatto, sarò costretto a privarmi di cotanto personaggio per sostituirlo con chi opera quotidianamente nel settore". Il ministro ha spiegato così la sua decisione.
Nelle ultime battute del dibattito svoltosi alla festa dell’Unità di Cocquio Trevisago con la presenza dell’ex ministro Livia Turco, che aveva istituito la commissione, l’esponente politico diessina non ha avuto problemi a soffermarsi su questa decisione di Maroni.
"Il ministro fa bene a scegliersi collaboratori di fiducia all’interno di organi consultivi quali è la commissione in questione, però occorre tener conto di due cose fondamentali: la prima riguarda proprio i contenuti di quel gruppo di lavoro stabiliti da un’apposita legge che lo istituisce. Nella commissione sono presenti tutte le realtà che operano sulle tossicodipendenze. Tutte anche quelle che per il mio Governo erano scomode o distanti o molto critiche. Questa è la ricchezza e bisogna avere una grande pazienza e saper ascoltare tutti. Scegliersi gli uomini e licenziare le voci scomode, equivale a governare in modo fazioso. 
La seconda cosa è il modo con cui il ministro ha comunicato la sua decisione. Senza alcun confronto ha detto due frasi alla fine della commissione affari sociali, liquidando così la questione".
L’ex ministro si è detta preoccupata di questo modo di operare perché la scelta fatta da Maroni non rispetta le competenze specifiche per cui venne chiamato Agnoletto. Oltre a questo poi spera che almeno la sua sostizione tenga conto del lavoro fin qui fatto da chi opera nelle tossicodipendenze legato all’esperienza della "riduzione del danno".

Le stoccate a Roberto Maroni e a Bossi erano già partite sulle questioni legate alla politica sull’immigrazione. "L’attuale ministro parla cinque lingue diverse e così ogni vota arriva con una nuova posizione che spesso contraddice quella precedente. La cosa incredibile è che lo fa anche nelle stesse aule. Un esempio è l’ultima sparata per cui entro l’estate verrà varata una nuova legge sull’immigrazione".

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Pubblicato il 25 Luglio 2001
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