Rifiuti d’oro, Gallarate paga il doppio degli altri comuni

Maglia nera nell'efficienza. L'Amsc non commenta. Il sindaco Mucci. "E' un'emergenza che dovremo affrontare"

Costa troppo e differenzia poco. Lo smaltimenti dei rifiuti a Gallarate torna d’attualità. E’ il Rapporto 2000 sulla gestione dei rifiuti urbani nella provincia di Varese a dimostrarlo. In quattro, impietose, tabelle, la città viene classificata come quella con la maggior differenza tra costo del servizio e qualità (foto: discarica abusiva in zona 336)

Vediamole, nel concreto, le cifre. La tabella Indice di efficienza é la più severa. L’osservatorio attribuisce i punteggi con una serie di parametri che giudica esaustivi. Gallarate si colloca al 141esimo posto, cioé ultima, con l’indice di 1,5 (Cassano Magnago é prima con il 6,6). E i costi? Anche questi, rivelano la debacle. Un gallaratese, nel 2000, ha speso in media 299.653 lire. La media provinciale é meno della metà: 128.013. 

La differenziata é solo il 17,9% (La media provinciale è del 35,7%.). La quantità media di rifiuti prodotta pro capite é del 1,62% corrispondente a un +23% rispetto alla media provinciale. 

Rimangono quindi intatti i nodi. I conti, così come evidenziò una commissione ispettiva, nel 2000, non tornano. La Amsc, società che gestisce il servizio, il 16 luglio convocherà il consiglio di amministrazione. Sono attese le nuove nomine del cda e del presidente da parte del sindaco Nicola Mucci. "L’azienda dovrà fare una riflessione definitiva su quasto problema – dice il primo cittadino -. Per noi, si tratta ancora di un’emergenza non risolta".

La dirigenza in scadenza di mandato non si sbilancia. "Non ho visto i dati, non saprei cosa commentare" é la laconica risposta del direttore generale Fornara. In realtà, sono almeno due anni che consiglieri e tecnici si rompono la testa su questi dati. La commissione ispettiva presentò una relazione esattamente un anno fa. I lavori preparatori durarono quattro mesi. Non se ne cavò granché. "Però capimmo che il conferimento nel Consorzio Accam faceva lievitare il costo" dice Pietro Agostinelli, che presiedeva quella commissione. Il presidente di Accam, Antonio Rossini, precisò invece che Gallarate non era stata in alcun modo penalizzata. E allora? Niente, il consiglio comunale diede mandato alla commissione bilancio di apportare delle correzioni. Non se ne seppe più nulla.

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Pubblicato il 04 Luglio 2001
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