Tromba d’aria provoca danni per un miliardo e mezzo

Intorno alle due una violenta tromba d'aria si è abbattuta sulla cittadina causando ingenti danni, soprattutto alle abitazioni di privati

Una furia durata quindici minuti, che è bastata per distruggere case, macchine, pali dell’elettricità e sradicare dalla terra piante anche secolari dal ceppo enorme. Nessuna persona è rimasta ferita, ma la tromba d’aria che ha colpito nella notte la cittadina di Sesto Calende è stata singolare. Ha investito infatti solo questo comune e in particolare due zone, quella dell’Abbazia e quella di Lisanza. Come raccontano i cittadini sestesi la buriana è passata poco dopo le due. Prima la pioggia, poi tuoni e lampi e in un attimo la grandine e un vento potentissimo che si è scagliato, distruggendole, su imposte e tapparelle delle abitazioni. Ma questi sono stati i disagi minori. Il più lo hanno fatto gli alberi caduti. Il danno maggiore si è registrato in una casa di via D’Annunzio, dove un vecchio pino ha distrutto il tetto dell’abitazione, che i vigili del fuoco hanno dovuto dichiarare inagibile. I locali erano sfitti da qualche tempo e in nessun caso è stato necessario evacuare persone.

Neppure in altre situazioni analoghe. Una decina di abitazioni private si sono infatti trovate nelle medesima situazione, ma le strutture sono state dichiarate praticabili, come nel caso della quercia che ha coperto il tetto di una abitazione in località Rocchetto, e a Lisanza dove a distruggere il tetto di una villetta in riva al lago è stata proprio la violenza del vento. E’ stato devastato il parco dell’Istituto delle Orsoline  e sono andate distrutte anche diverse automobili parcheggiate. Due le unità produttive che hanno subito danni, a cui vanno ad aggiungersi i costi dell’intervento di sgombero dagli alberi delle strade e dei luoghi pubblici. Per un totale di danni stimato in un miliardo e ottocento milioni.

Per l’intera giornata hanno lavorato in vari punti di Sesto i vigili del fuoco, i volontari della protezione civile e del Parco del Ticino. Le prime chiamate sono iniziate ad arrivare ai centralini del 115 intorno alle 2.30 e da quel momento sul posto si sono avvicendate le squadre di Varese, Somma Lombardo, Busto Arsizio e Gallarate. Una quarantina invece i volontari  del Parco del Ticino che dalle quattro di questa mattina hanno svolto interventi per eliminare piante divelte e anche quelle pericolanti, che ancora per l’intera giornata di domani rappresentano un’emergenza. I volontari sono arrivati dalle sezioni di Sesto, Golasecca, Somma Lombardo, Arsago, Gallarate e Turbigo.

Quanto accaduto a Sesto è già stato portato a conoscenza delle autorità regionali e del Prefetto di Varese che si è tenuto in contatto con gli uffici Comunali e con il Sindaco per tutta la mattinata. A queste autorità è stata inoltrato il modulo per la segnalazione di evento calamitoso. Il consigliere regionale Marantelli, intervenendo in aula nella discussione sugli eventi verificatisi sabato in Brianza, ha informato la Giunta e il Consiglio anche della situazione di Sesto Calende.

Antenne, segnaletiche divelte lungo le strade e tutti i giardinieri del circondario precettati per portare via la legna oggi erano la norma a Sesto Calende. Insieme ai commercianti che pulivano davanti ai loro negozi o a chi si è trovato alle due di pomeriggio di un’afosa giornata di luglio a spalare grandine, caduta in abbondante quantità fino ad arrivare ai trenta centimetri. Ora ci vorrà ancora qualche giorno per riportare tutto alla normalità. 

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Pubblicato il 10 Luglio 2001
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