“Da oggi si riscrive la storia dell’Occidente”

Un centinaio di cittadini hanno partecipato al presidio del sindacato. I segretari hanno avuto un colloquio con il Prefetto

Sindacalisti, politici del centrosinistra, aclisti, singoli cittadini si sono ritrovati alle 18.30 in piazza Libertà. Facce attonite, smarrite, preoccupate. I tre segretari generali hanno avuto un breve colloquio con il Prefetto Guido Nardone. Hanno convenuto di tenere sotto controllo la situazione perché il rischio di iniziative dettate dall’emotività è molto forte. 
Marco Molteni, segretario della Uil, come i suoi colleghi, è "sbigottito. È una cosa al di fuori di ogni immaginazione. Il sindacato a livello regionale si è già attivato a testimoniare che il movimento dei lavoratori è vigile rispetto al terrorismo. Siamo solidali con il popolo statunitense, ma al tempo stesso ci resta un interrogativo profondo di come sia stato possibile un simile attacco". 
Gianluigi Restelli, segretario della Cisl, centra la sua attenzione sui nuovi scenari internazionali. "Cosa succederà per chi ha sempre creduto nei valori e si batte per cambiare il mondo? Per tutti quei volontari in giro per il mondo? Un fatto così grave rischia di azzerare tutti gli sforzi e occorre reagire. C’è però anche un’altra preoccupazione seria che è quella legata ai luoghi strategici della nostra provincia".
Ivana Brunato, segretaria della Cgil, "la nostra è una presenza densa di preoccupazione, ma anche di vigilanza. Sappiamo che da oggi la storia dell’Occidente non sarà più la stessa. Anche se il sentimento di impotenza rischia di bloccarci, è importante che tutte le persone che hanno a cuore le sorti della pace nel mondo devono muoversi, testimoniare la loro opinione. Ora è ancora più forte la responsabilità dei governi garantire la pace".
Daniele Marantelli, consigliere regionale e segretario dei Ds, considera quello che è successo oggi come qualcosa "fuori dal cammino umano. Un’azione che è stata pensata a lungo e organizzata nei dettagli. L’idea del governo mondiale non è più rinviabile, ma non si deve pensare che esista un unico modello".
Ruffino Selmi, presidente provinciale delle Acli, si è detto molto preoccupato "per i morti di un’azione inaudita. È però certo che se viene alimentato l’odio non si sa dove si arriverà. Bisogna ripensare a tante cose successe in questi anni e valutare se certe strategie, vedi embarghi, che hanno causato migliaia di morti anche tra i bambini erano davvero giuste e tenevano sotto controllo le tensioni. Le ipotesi di guerre stellari disegnate da Bush non hanno senso. Se i servizi segreti americani non sono stati capaci di individuare quattro aerei dirottati si capisce che la sicurezza non può essere solo un fatto militare. Come Acli siamo preoccupati dello svuotamento di idealità. È un momento difficile per quanti si stanno battendo per cambiare la realtà. Un fatto così grave  e fuori da ogni logica umana rischia di vanificare ogni sforzo".

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Pubblicato il 11 Settembre 2001
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