Le nuove sfide sociali della “Nuova urbanistica”
Domenica 9 grande festa alla Schiranna per i 30 anni di vita della popolare cooperativa
| "I risultati conseguiti in questi mesi ci sollecitano a guardare avanti con serena fiducia e rinnovato impegno". La Nuova urbanistica riprende così il suo cammino contrassegnato da 30 anni di successi. La crisi apertasi nel 1999 è ormai alle spalle e le parole di Rocco Cordì, presidente della cooperativa, sono chiare. "Negli ultimi anni abbiamo operato in condizioni non facili e in un contesto profondamente mutato rispetto agli anni della sua fondazione. La ricorrenza del trentesimo anniversario può anche essere una buona occasione per misurarci con i problemi e le opportunità dell’oggi. Nuova urbanistica ha un nome e un’immagine da salvaguardare e ha un compito e un ruolo ancora da svolgere. Abbiamo accettato la sfida di questi ultimi anni, mossi innanzi tutto dalla preoccupazione di tutelare i soci più esposti e di non disperdere un patrimonio che non è esclusivo di qualcuno, ma appartiene alla storia migliore della sinistra sociale, sindacale e politica della provincia di Varese. La sfida può essere vinta perché la cooperativa ha in sé le risorse necessarie, umane e materiali, per continuare un’opera meritevole e di grande rilevanza sociale. La sfida può essere vinta perché ci sono nuove domande sociali e nuovi bisogni da soddisfare". Si guarda avanti e si progetta. Si guarda avanti e si pensa ai nuovi bisogni come per le famiglie più in difficoltà, o ai cittadini extracomunitari. Si guarda avanti ripensando anche alle origini. E così è chiaro il reimpegno delle forze sindacali oggi presenti nel Consiglio di amministrazione della cooperativa dopo esserne stati, 30 anni fa, i fondatori. Un intreccio tra sociale e gestione economica che permette di valorizzare le energie e le proposte sul territorio. Un merito non da poco per chi ha scacciato gli avvoltoi che appena due anni fa giravano sulla testa della cooperativa già pensata morta. Avvoltoi che godevano dell’esaurimento di un’esperienza vitale e significativa in una terra dove le imprese collettive sono viste come le mosche bianche. E invece Nuova urbanistica ha fatto un patto con oltre 11mila persone che ne sono diventate socie. Ha costruito, in questi 30 anni, oltre 3500 alloggi. Ha dato lavoro a migliaia di persone e ora occupa una quindicina di lavoratori. Ma questo è il presente e il passato. La festa per i 30 anni è anche il momento per riprendere a guardare avanti, come afferma Cordì. E guardare avanti si deve perché ci sono nuovi bisogni sociali a cui trovare delle risposte. Non è poco. La distanza che separa questo modo di agire da chi continua a dire no a certe problematiche sociali, vedi l’immigrazione, è enorme e mostra l’anima di chi ancora crede nel lavoro sociale sul territorio. Un merito non da poco e lo sanno tutte quelle famiglie che oggi vivono negli alloggi costruiti dalla cooperativa. Il programma della festa |
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