Stranieri cercano casa… per i single è ancora un problema

La casa per gli stranieri è stato il tema dell’incontro che ha visto la partecipazione di molti immigrati, del Sindaco e di un mediatore immobiliare

Decine di stranieri, immigrati non comunitari, il sindaco del comune, il presidente dell’associazione e il mediatore di immobili: tutti riuniti in una sala comunale a discutere dell’esigenza della casa. Segni dei tempi che cambiano. Sette anni fa, quando le migrazioni hanno cominciato ad interessare anche Sesto Calende, una situazione di questo tipo era inimagginabile, se non per il pregiudizio, quanto meno per la novità del fenomeno. Ora le cose sono cambiate, le comunità di immigrati dal Senegal, dal Ghana, dalla Costa D’avorio, dal Marocco si riconoscono come soggetti, come gruppo, in grado non solo di produrre, ma anche di chiedere diritti, come quello ad un’abitazione confortevole e degna di essere chiamata tale.

 

La casa è ancora un problema per gli immigrati e la dimostrazione è stata nella numerosa partecipazione, lunedì sera, presso la sala conferenze del comune, ad un’assemblea organizzata dall’associazione Cittadini del mondo, per parlare appunto di case che mancano, oppure affollate, di case care o inagibili. Sono molti i soprusi che incontrano gli stranieri non comunitari quando affittano un’abitazione. Contratti ufficiali accanto a quelli ufficiosi, prezzi esagerati e sovraffollamento. Perché? Per gli immigrati sono troppe la case che rimangono sfitte. Per il mediatore di immobili è questione di affidabilità. Il tecnico che si è prestato a rispondere alle domande  e ai dubbi su contratti, affitti, riparazioni ordinarie e straordinarie, agenzie, mutui, è stato Bruno Budassi, un mediatore di immobili sestese, che negli anni ha visto cambiare il colore della domanda e storcere sempre meno il naso all’offerta. Il pregiudizio c’è, ma il tempo lo può lenire. Secondo l’esperienza di Budassi, se prima era difficile affittare a persone di colore, indistintamente, oggi i proprietari di case sono molto ben disposti verso le famiglie straniere. Lavori fissi, stipendi stabili, bambini che frequentano le scuole sestesi e lo straniero diventa meno straniero.

È questione di tempo e di cambiamento culturale. Ma nell’attesa i giovani fremono. E se qualcuno è ben disposto a cercare moglie, per la maggior parte il problema della casa può diventare lo specchio di una società ancora non preparata o non dispota ad accoglierli.  Le risposte che servono sono quelle politiche. A darle è stato il sindaco Roberto Caielli. Primo cittadino di un comune che il problema dell’integrazione l’ha messo nella sua agenda. Lo ha affrontato con svariate iniziative in passato e per quanto possibile ad un’amministrazione comunale, continua a farlo. “Ma il problema che emerge è quello della povertà – ha detto Caielli – e del pregiudizio da risolvere”.

Ma come? Giovanni Chinosi di Cittadini del mondo, associazione che opera da anni a Sesto per costruire una società multiculturale e multirazziale ricorda a tutti che inizieranno i corsi per imparare l’italiano e conseguire la terza media. Ricorda anche che domenica prossima ci sarà la camminata della solidarietà, organizzata da tutte le associazioni sestesi. “Cominciamo a fare le cose insieme, a farci conoscere e forse i sestesi si fideranno e vi affitteranno le case” dice nell’invito Chinosi. E gli stranieri di Sesto domenica ci saranno, con un loro contributo: una maglietta che insieme alla scritta “solidarietà” ha scelto come simbolo l’Africa.

 

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Pubblicato il 26 Settembre 2001
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