Bioterrorismo, i responsabili del 118 convocati in Regione

Nessun allarme solo vertici per coordinare gli interventi e gestire la "psicosi da antrace"

Attenzione alta sul carbonchio sì ma allarme no. Ormai è chiaro che non si tratta di affrontare una situazione d’emergenza ma di mettere a punto una procedura per gli interventi nei casi di contaminazione o, più semplicemente, per far fronte ai falsi allarmi. E così si moltiplicano le riunioni "tecniche": in questi giorni l’Asl di Varese ha fatto il punto della situazione, la prefettura a Milano ha convocato i rappresentanti delle forze dell’ordine, delle Asl e dell’assessorato alla Sanità Regionale e la Regione, a sua volta, ha invitato questo pomeriggio intorno a un tavolo i responsabili del 118 di tutta la Lombardia. 
L’obiettivo è quello di coordinare tra di loro tutte le forze in campo, non solo in ambito sanitario. Ai responsabili dei 118 verranno impartite disposizioni su come gestire eventuali casi sospetti di contaminazione da antrace per salvaguardare la salute dei medici e dei pazienti. 
Va detto che tutti i casi segnalati fino ad oggi si sono rivelati solo stupidi scherzi. Se ancora non si può parlare di psicosi, le notizie di queste ultime settimane hanno innalzato la soglia d’attenzione sul bioterrorismo. Ma L’Asl di Varese ha fatto sapere che se non si può parlare di vera e propria strategia anti terrorismo, le misure per affrontare un’eventuale emergenza esistono e sono pronte per essere attivate. 
Dalla Prefettura di Milano l’annuncio che l’unico ospedale competente per eventuali allarmi infettivi sarà il Sacco di Milano il quale, nel caso di sospetta contaminazione da antrace effettuerà i controlli previsti.
 

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Pubblicato il 24 Ottobre 2001
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