Sgombero all’alba alla ex-Cantoni
Decine di carabinieri setacciano l'intero complesso. Una cinquantina di immigrati espulsi, ma le associazioni protestano: "Danneggiamenti gratuiti"
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Un’operazione in grande stile, questa mattina all’alba, ha portato allo sgombero dell’area ex-Cantoni di Legnano, al centro della città. Circa 130 carabinieri, con l’ausilio di un elicottero e di pattuglie della polizia municipale a presidio delle strade hanno lavorato dalle 5 fino alle 8 e 30, controllando documenti, setacciando tutta l’area dismessa e identificando circa 115 extracomunitari presenti. La zona, da tempo rifugio di senza casa e clandestini di ogni nazionalità, é stata praticamente rivoltata come un calzino. A tutti gli stranieri trovati senza permesso di soggiorno é stato notificato il foglio di via, mentre i regolari sono stati semplicemente invitati a lasciare il luogo. Secondo fonti informali sarebbero circa 60 gli stranieri perquisiti e trovati senza regolare permesso. A nessuno di loro sarebbero stati però contestati reati connessi con terrorismo. Non sono stati posti sigilli nel complesso ed è quindi probabile che già questa notte gli stranieri torneranno nei loro rifugi di fortuna. L’amministrazione comunale smentisce di aver sollecitato l’intervento. "E’ un’operazione – spiega l’addetto stampa – che rientra nel quadro di alcun normali perquisizioni in aree dismesse, decise a livello regionale. Noi abbiamo solo chiesto all’assessore regionale al territorio, Alessandro Moneta, l’accelerazione della pratica per il piano integrato di recupero che ci permetterà di risanare l’intero complesso; niente a che vedere con lo sgombero". L’operazione era già prevista da giorni ma la decisione di intervenire sarebbe arrivata all’improvviso, tanto che, ribadiscono dall’amministrazione comunale, il Municipio é stato avvertito a cose iniziate. Nell’area della ex Cantoni, circa 118mila metri quadri, la giunta Cozzi ha in programma da tempo un recupero firmato dallo studio di Renzo Piano, documentato per intero sul sito Internet www.legnano.org/reteciv/Cantoni/Intro.htm. Il problema delle condizioni di vita all’interno della ex fabbrica fa da tempo discutere la città. Due anni fa cinque cittadini di nazionalità macedone morirono in un tragico rogo. Un episodio che riportò in primissimo piano la questione. Il blitz non fa che riaprire una ferita. Primo Minelli, segretario della camera del lavoro, ha definito "una inutile sceneggiatura" l’intera operazione. "Sono state fatte violenze gratuite contro le cose: baracche divelte, oggetti inutilmente distrutti" ha detto oggi. Nella ex-Cantoni, infatti, da tempo gli occupanti dell’area hanno approntato rifugi di fortuna che in qualche caso sono paragonabili a vere e proprie abitazioni, con soprammobili, utensili e infrastrutture domestiche. Per Luigi Maffezzoli, segretario della Cisl Ticino-Olona, l’operazione di oggi "é la dimostrazione che esiste un problema sociale che sta crescendo e che non si può affrontare solo in termini di ordine pubblico. Gli irregolari – chiarisce il sindacalista – sono gente che lavora e che un sistema distorto ha convenienza a tenere in nero". Per questo lancia una proposta alle forze sociali e istituzionali: "Apriamo dei tavoli di confronto con imprenditori e comuni sulle politiche del lavoro e della casa perché trascurare questo fenomeno significa farlo esplodere". Una serie di associazioni e organizzazioni sociali e politiche contestano tuttavia l’opportunità dell’operazione di questa mattina e hanno indetto un presidio, questo pomeriggio (giovedì), alle 18.30, davanti al Municipio in piazza S.Magno. |
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