Un lungo corteo silenzioso manifesta per la pace

Seicento persone alla fiaccolata indetta dai sindacati. Un minuto di silenzio per le vittime del terrorismo in piazza Libertà

Il corteo parte da piazza S.Lorenzo, percorre corso Italia lentamente e si ferma in piazza Libertà. Sono pochi minuti di una manifestazione composta, silenziosa, aperta da uno striscione di Cgil-Cisl-Uil. Circa cinquecento, forse seicento persone con fiaccole in mano, bandiere sindacali, vessilli di Comunisti italiani e Rifondazione Comunista, tre striscioni. Nella piazza centrale il corteo si raccoglie intorno all’automobile con il megafono. Umberto Colombo, responsabile della locale camera del lavoro legge il documento unitario di condanna del terrorismo, poi invita al silenzio. Un minuto, interminabile, con il vociare dei passanti che escono dall’aperitivo in sottofondo, poi l’applauso, di tutti, di chi vuole la pace ma non condanna la forza contro i terroristi, come di chi non vuole sentire parlare di polizia internazionale. 

 I sindacati, i partiti e le associazioni che hanno aderito alla mobilitazione di Gallarate hanno dato vita a un momento di riflessione e partecipazione civica. "Siamo soddisfatti" dice al termine dell’evento Luigi Maffezzoli segretario della Cisl Ticino-Olona. "Questo é un momento difficile per tutti; abbiamo voluto ribadire la necessità di una partecipazione per la pace e la ripresa del dialogo, pur riconoscendo che un pacifismo estremo sarebbe sbagliato, credo, perché non terrebbe conto dei gravi pericoli portati dal terrorismo".
Umberto Colombo, della Cgil di Gallarate, ha voluto sottolineare la necessità di non confondere la lotta al terrorismo con lo scontro tra etnie. "Sia chiaro – ha ammonito – non dobbiamo scambiare l’Islam con il terrorismo. Il nostro impegno deve rivolgersi all’integrazione continua degli stranieri anche in questi territori. Gallarate é stata scelta per questa manifestazione anche per riaffermare che, nonostante qui siano stati arrestati dei terroristi, é possibile una convivenza civile". In testa al corteo c’erano anche il segretario provinciale della Uil Marco Molteni, la segretaria provinciale della Cgil Ivana Brunato, il segretario della Cisl Varese-Laghi Gianluigi Restelli.
Oltre ai tre sindacati confederali erano presenti anche molti giovani. Sul fondo del corteo, quello di più stretta osservanza non interventista, Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani hanno diviso la scena con le associazioni della rete di Lilliput, del coordinamento territoriale autogestito di Busto Arsizio, Il kanile, Opera Nomadi, Punto Rosso, solo per citarne alcuni. Due gli striscioni in evidenza: "Fuochi di pace, pensieri ed azioni contro la violenza" il primo e "un mondo disarmato é possibile" il secondo. 

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Pubblicato il 10 Ottobre 2001
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